Salute

USA, causa per le formaldeide nelle e-cig. Che però non c’è

lawsuit

Che certi presunti difensori della salute pubblica si siano dimostrati in questi anni i primi nemici della salute stessa appare un fatto ormai acclarato, specie quando si parla di sigarette elettroniche. Basti pensare alle posizioni pubbliche dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Ultimo della serie in questa guerra alle e-cig, ed alla salute, è il Center of Environmental Health. Definito un “denunciante predatorio” da parte di CatWatchDog (testata giornalistica investigativa californiana), il centro è conosciuto per scatenare continuamente cause per ottenere maxi risarcimenti, e stavolta ha deciso di puntare il mirino contro 19 società che vendono sigarette elettroniche e/o liquidi. La notizia è dello scorso febbraio, ma è stata rilanciata oggi da Sigmagazine.

Nei mesi scorsi il CEH ha commissionato ad un laboratorio indipendente di testare, alla ricerca di formaldeide e acetaldeide, due dozzine di prodotti di società quali RJ Reynolds, NJoy, Imperial Tobacco/ITG Brands. Tra i chiamati c’è anche la controllata di ITG, Fontem Ventures, presente in Italia con la e-cig JAI, ma che in America ha acquistato Blucig alcuni mesi fa ereditandone quindi anche le cause legali. “Il test ha mostrato che 21 di questi prodotti presentano sostanze chimiche 10 volte maggiori i livelli standard di sicurezza consentiti, e 7 addirittura 10 volte“, ha spiegato il CEH. Il tutto è stato presentato in un documento titolato “A Smoking Gun: Cancer Causing Chemicals in E-Cigarettes.”

Formaldeide nelle e-cig? Non realistico

Il tema è delicato, dato che si parla di salute, ma stavolta il Center of Environmental Health. Innanzitutto, il centro non ha mai reso pubblici i risultati dei propri studi. Un caso simile avvenne in Italia nel 20133, quando il giornale, poi chiuso, “Il Salvagente”, rese noto che nei liquidi per e-cig si potevano trovare metalli pesanti in grandi quantità. Fu poi la trasmissione “Le Iene” a scoprire che in realtà il laboratorio che aveva effettuato i test aveva riportato ben altro.

Inoltre, il tema formaldeide ed e-cig è stato chiarito da molto tempo. La polemica infatti era nata da uno studio della Portland State University, riportato sul New England Journal of Medicine, che parlava di un presunto effetto cancerogeno delle e-cig a causa della presenza di formaldeide a livelli addirittura superiori da 5 a 15 volte rispetto al tabacco tradizionale! Addirittura, il NEJM aveva twittato:  “Authors project higher cancer risk than smoking” [per gli autori dello studio le e-cig sono più cancerogene del fumo di sigaretta, NdT].

Ma a smentire è intervenuto David Peyton, uno degli autori dello studio, che ha dichiarato al New York Times come lo studio fosse stato mal rappresentato, e l’autore dell’articolo ha sottolineato come tali comunicazioni eclatanti e non realistiche di studi sanitari abbiano un pesante impatto sulla percezione stessa delle sigarette elettroniche. Critico nei confronti della ricerca pubblicata dal New England Journal of Medicine è l’italiano Riccardo Polosa, esperto internazionale di tabagismo e autore del primo studio clinico in Europa sulle sigarette elettroniche. Per il professore, primario di Medicina Interna del Policlinico di Catania e direttore scientifico della LIAF, la Lega Italiana Anti Fumo, “Lo studio si basa sulla valutazione di soggetti che svapano in condizioni non realistiche. In condizioni normali invece, ossia a bassi voltaggi, non viene prodotta alcuna formaldeide, mentre vengono misurati livelli di formaldeide importanti in condizioni di uso altamente improbabili e non assolutamente realistiche (cioè ad alti voltaggi)”. “In queste ultime condizioni, il surriscaldamento prodotto è tale da danneggiare l’atomizzatore e da generare un vapore dal gusto orribile che lo svapatore non è in grado di tollerare. Pertanto, continua a non esistere un rischio aumentato di cancro al polmone quando le e-cig vengono utilizzate in condizioni di uso normali. Piuttosto, notiamo una continua insistenza ad utilizzare in maniera non realistica le sigarette elettroniche per le valutazioni scientifiche“. A ruota è intervenuto anche il prof. Konstantinos Farsalinos, tra i maggiori esperi mondiali del tema, anche lui sulla stessa linea.

Un’altra pubblicazione significativa, “Peering through the mist: What does the chemistry of contaminants in electronic cigarettes tell us about health risks?” ha rivisto 9.000 osservazioni sulla chimica del vapore e del liquidi per sigarette elettroniche. Lo studio ha determinato che gli utilizzatori di sigarette elettroniche sono esposti a livelli di contaminanti insignificanti, molto al di sotto dei livelli che causerebbero alcun rischio per la salute. In aggiunta, non ha rilevato la presenza di rischi per la salute per gli “utilizzatori passivi”. Infine, nell’importante rapporto reso noto Public Health England lo scorso agosto, si parla nello specifico degli aldeidi, a pagina 76, e conclude dicendo che “la maggior parte dei componenti chimici che causano malattie legate al fumo sono assenti [nelle e-cig] e i componenti chimici presenti apportano pericoli limitati”.

Il tema è chiaro. Ma quando ballano milioni come nelle cause USA, forse il vapore rischia di appannare gli occhi.

One thought on “USA, causa per le formaldeide nelle e-cig. Che però non c’è

  1. Pingback: USA, causa per le formaldeide nelle e-cig. Che però non c’è | svapoecig

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...