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Mondo

WSJ | Altria e Reynolds spingono sulle sigarette elettroniche

Articolo d’archivio del 28 agosto 2014: dati e normative possono essere cambiati.

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Alla fine Big Tobacco sta facendo il grande ingresso nel mercato delle sigarette elettroniche: a poche settimane dal lancio dei loro nuovi marchi, Altria Group e Reynolds American – che insieme coprono il 75% del mercato del tabacco – hanno raggiunto circa un quarto delle vendite nei convenience stores USA. Tuttavia, in maniera sorprendente, le vendite di e-cigs in questi negozi risultano in calo, invertendo un trend triennale di rapida crescita, tanto da far domandare se le due aziende stiano pescando nel giusto stagno e con l’esca appropriata.

Attualmente 7 sigarette tradizionali su 10 sono vendute nei convenience stores. È qui che Altria (MarkTen) e Reynolds (Vuse) distribuiscono le proprie e-cigs e che il n. 3 del mercato, Lorillard, detiene la leadership delle vendite con Blu. Tutti sperano di catturare il piccolo ma crescente numero di fumatori che passano ai nuovi dispositivi, ma le vendite di e-cigs si stanno sempre più spostando nelle migliaia di “vape shops”, aperti di recente, in cui si possono acquistare “vaporizzatori” ricaricabili contenenti fino a cinque volte il liquido e la batteria presenti nelle più piccole e sigillate versioni “simili alle sigarette” (cigalike) proposte da Altria e Reynolds.

Nel primo semestre 2014 Lorillard ha visto diminuire del 23% il fatturato (attestatosi a 88 milioni di dollari), mentre le vendite complessive in convenience stores, supermercati e drugstores sono calate del 3,8%, scendendo a 172 milioni di dollari. Negli ultimi 12 mesi le vendite in questi canali sono cresciute di appena il 12%, dopo un aumento del 150% in ciascuno dei due anni precedenti e del 475% nel 2011.