VAPING, FINALMENTE UN SOSPIRO DI SOLLIEVO

Il 2019 si apre sotto i migliori auspici per il settore del vaping, lasciando sperare in un futuro sicuramente più roseo dell’imminente passato. Finalmente, lo scorso dicembre, la volontà del vicepremier Matteo Salvini di rivedere la tassazione in materia di “prodotti di nuova generazione”, più volte espressa nell’ultimo anno, si è concretizzata con il c.d. “Decreto fiscale” collegato alla Manovra di Bilancio per il 2019.Nonostante la comunità scientifica internazionale abbia riconosciuto nei prodotti alternativi al tabacco degli “strumenti di riduzione del rischio” e nonostante la legislazione di alcuni Paesi, tra i più progrediti d’Europa, abbia promosso e incoraggiato la diffusione di tali dispositivi, nel nostro paese l’approccio adottato è stato a dir poco penalizzante per l’intero settore, con l’imposta di consumo per i “prodotti a rischio ridotto” fissata al 50% di quella gravante sulle sigarette tradizionali e calcolata attraverso un complesso meccanismo di equivalenza.
Con la riforma introdotta dal DL Fiscale, gli addetti ai lavori del mondo del vaping hanno potuto tirare un sospiro di sollievo perché l’imposta di consumo è stata concretamente ridotta. In particolare, per quanto riguarda i liquidi da inalazione delle sigarette elettroniche è stata introdotta la distinzione tra quelli con nicotina, per cui l’imposta di consumo è stata portata al 10% dell’imposta gravante sulle sigarette tradizionali; e quelli senza nicotina, per cui è stata portata al 5%; una distinzione che potrebbe rivelarsi fondamentale anche per i consumatori, verosimilmente indotti ad optare, anche sulla base del prezzo, per il prodotto meno dannoso, ovvero quello privo di nicotina. Per quanto riguarda i dispositivi “heat not burn”, ovvero riscaldatori di tabacco, l’imposta di consumo è scesa al 25% dell’imposta gravante sulle sigarette tradizionali.Inoltre, il meccanismo di tassazione italiano previsto nel Testo Unico sulle accise stabilisce che, entro il 31 marzo di ogni anno, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli debba emanare un decreto direttoriale con cui adeguare l’imposta sui “prodotti di nuova generazione” al c.d. “prezzo medio ponderato” (PMP) delle sigarette tradizionali riferito all’anno precedente, in virtù del meccanismo di equivalenza che lega le due tipologie di prodotti.
In conclusione, a seguito dei due decreti direttoriali del 4 gennaio 2019, l’imposta di consumo sui liquidi per sigarette elettroniche adeguata al PMP del 2018 delle sigarette tradizionali, risulta essere pari a 4 centesimi di euro per un ml di liquido senza nicotina e 8 centesimi di euro per un ml di liquido con nicotina; mentre per gli stick dei dispositivi riscaldatori di tabacco l’imposta, anch’essa adeguata al PMP del 2018 delle sigarette tradizionali, oscilla tra i 2 e i 3 centesimi di euro al pezzo (a seconda della marca di stick considerata).