E-cig, Mancini (Anafe): Sulle regole pronti al confronto
La vicenda della regolamentazione fiscale e sanitaria del fumo elettronico vede uno contro l’altro armati produttori, distributori, negozianti e consumatori, da un lato, e legislatori e burocrati del Ministero dell’Economia dall’altro. È l’effetto del decreto legislativo che giungerà, tra qualche settimana alle Commissioni Finanze riunite del Parlamento.
Ecco la voce la voce del presidente dell’Associazione dei produttori di fumo elettronico, Anafe Confindustria, Massimiliano Mancini. “La tassazione prevista dal Governo ci sembra punitiva, perché basata sul numero di tiri: l’imposta è fissata al 60% dell’accisa prevista per un chilo di tabacco, ‘in ragione del tempo necessario per il consumo in condizioni di aspirazioni conformi a quelle utilizzate per l’analisi dei contenuti delle sigarette’. Secondo noi è un errore”.
“Occorre regolare il settore con razionalità, anche guardando al futuro del mercato. Vogliamo evitare che gli interessi del presente possano ‘nuocere gravemente’ ad un settore in evoluzione e sviluppo in tutto il mondo”.
“Finora, tranne poche eccezioni, non si è voluto ascoltare chi lavora in questo campo. Eppure, c’è tanto lavoro da fare, un lavoro che unisca i legislatori, gli operatori e i consumatori. Se aiutiamo questo settore a svilupparsi, si apriranno buone opportunità di lavoro e di impresa per migliaia di giovani”.
“Se la tassazione aumenterà il costo delle sigarette elettroniche, vi sarà un problema per i consumatori, che potranno trovare liquidi sul web a prezzi stracciati, ma dalla qualità molto dubbia. Per questo, apparendo una tassazione inevitabile, proponiamo un’imposta ‘flat’, basata sia sulla quantità di liquido (ovviamente sottoposto a regole severe e a controlli sanitari rigorosi) sia sul contenuto di nicotina, come peraltro indicato dalla recente Direttiva UE”.