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Normativa

TPD, udienza difficile per Totally Wicked davanti alla Corte UE

Articolo d’archivio del 3 ottobre 2015: dati e normative possono essere cambiati.

tw europe

Totally Wicked, uno tra i più importanti produttori di e-cig del Regno Unito è sceso in campo giovedì 1 ottobre per l’audizione pubblica contro l’articolo 20 della direttiva UE sul tabacco di fronte alla Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE).

Nel corso dell’udienza, TW è stata chiamata a presentare e difendere le proprie posizioni davanti ai giudici e all’avvocato generale, oltre a dover rispondere alle loro domande. L’avvocato generale dovrà redigere una relazione che illustrerà il 17 dicembre 2015. Il documento conterrà raccomandazioni che i giudici però non saranno tenuti a seguire. La sentenza è attesa nei primi mesi del 2016.

Secondo il racconto di Peter Beckett di Nerudia, riportato dal sito francese MaCigarette, quanto visto non promette nulla di buono nell’ottica della decisione finale, anche se i giochi non sono ancora fatti. Un’impressione derivante dall’atteggiamento dei presenti.

Prima infatti, l’avvocato di Totally Wicked è stato interrotto da un membro della giuria senza aver potuto finire la sua introduzione. Il Regno Unito, la Spagna, la Francia e le tre istituzioni (Commissione, Consiglio e Parlamento) hanno sostenuto che l’articolo 20 è perfettamente valido e richiesto il rigetto del caso. Durante la discussione, la Commissione ha poi tirato fuori storie tipo “un bambino morto per l’ingestione di e-liquid” o di nuovo la teoria – smentita ormai da vari studi – del gateway che le sigarette elettroniche sarebbero verso il fumo.

Infine, andando al cuore del problema sollevato dalla società britannica, l’avvocato generale ha affermato che l’articolo 20 regolamenta in maniera assai meno stretta le sigarette elettroniche rispetto al tabacco, il contrario di quanto affermato invece da TW, che ha invece ribadito come le disposizioni di cui all’articolo 20 del PDT “rappresentano un ostacolo sproporzionato alla libera circolazione dei beni e dei servizi, posizionare la sigaretta elettronica in una competizione sbilanciata contro i prodotti del tabacco, sono in contrasto con i principi di uguaglianza europea, e violano i diritti fondamentali dei produttori di e-sigarette “.