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Vaping, anche in Australia si aprono i primi spiragli pro e-cig.

Articolo d’archivio del 20 giugno 2018: dati e normative possono essere cambiati.

Vaping, anche in Australia si aprono i primi spiragli pro e-cig.

Anche in Australia, paese in cui il vaping è un tabù, sta prendendo piede un’inversione di tendenza, per cui il fumo elettronico non solo non è più demonizzato, ma anzi inizia ad essere percepito come un’alternativa molto meno dannosa alle sigarette tradizionali.

A dimostrarlo è un sondaggio condotto dal Cosby textor Group, per conto dell’Associazione Australian Retailers, secondo cui il 61% dei 1200 adulti intervistati è a favore della legalizzazione del vaping.

Sulla base di questo risultato, Russell Zimmerman, direttore esecutivo dell’Australian Retailers Association (ARA) ha affermato che il governo Turnbull dovrebbe seguire l’esempio di Regno Unito, Stati Uniti e Canada, legalizzando la sigaretta elettronica come una valida alternativa ai tradizionali prodotti del tabacco. Del resto, ha sottolineato lo stesso Zimmerman, le autorità non possono ignorare che molti australiani acquistano prodotti da svapo online da siti stranieri, andando a penalizzare indirettamente l’economia locale e, soprattutto, che la maggior parte della popolazione adulta è confusa in materia di vaping. Il 53% degli intervistati non era a conoscenza o non era sicuro che ci fosse il divieto di vendere prodotti da svapo.

In più, è innegabile che una regolamentazione certa permetterebbe alle autorità di avere il pieno controllo dei prodotti sul mercato, attraverso l’imposizione di standard uniformi di sicurezza su dispositivi e liquidi, eliminando, o quantomeno minimizzando, anche i rischi legati alla circolazione di prodotti contraffatti e non sicuri.

Tuttavia, nonostante queste premesse più che promettenti e l’ormai assodata minor pericolosità del fumo elettronico rispetto a quello tradizionale, il Cancer Council frena l’entusiasmo dichiarando opportuno effettuare altre ricerche sugli effetti a breve e lungo termine, prima di dare il definitivo nulla osta al vaping.

Ludovica Palmieri