USA: l’e-cig diventa il nuovo capro espiatorio nella crociata a protezione della salute pubblica
L’essere umano ha sempre cercato di spiegare i fenomeni che lo circondano. Anticamente, la mancanza di risposte logiche e razionali veniva colmata attraverso motivazioni di carattere metafisico ed esoterico. Oggi, invece, a volte per minimizzare problemi complessi si tende a banalizzarli.
In ogni caso, comunque, in assenza di risposte certe, di fronte a una situazione di pericolo la reazione è quella di trovare un capro espiatorio, una causa (anche se non ci sono prove certe), “contro” cui far convolare l’opinione comune. E se ieri, questi fenomeni rimanevano circoscritti in aeree anche ristrette, oggi, in breve tempo, è possibile innescare un “polverone internazionale”.
Questo è proprio quanto accaduto all’indomani della tanto tragica, quanto misteriosa, morte dell’uomo – dalle sconosciute generalità – in Illinois, negli Stati Uniti. Secondo i giornali, le cause del decesso sarebbero senza dubbio imputabili all’uso della sigaretta elettronica. Tuttavia, l’informazione diffusa dai media è caratterizzata da vaghezza e imprecisione dal momento che, a ben guardare, la morte dell’uomo non è tanto dipesa dall’e-cig quanto dal mix letale di sostanze stupefacenti e illegali inalate.
A rigor del vero, le sigarette elettroniche non sono mai state definite innocue, tanto che la loro vendita e distribuzione è vietata ai minori di 18 anni. Tuttavia la loro minor pericolosità rispetto alle sigarette tradizionali è un dato di fatto, tanto da essere confermato da illustri medici, ricerche scientifiche ed esperti in patologie correlate al fumo.
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Oggi, a livello internazionale, le e-cig sono riconosciute come “dispositivi a rischio ridotto” o “di riduzione del danno”. In altre parole, pur non essendo esenti da rischi per la salute, sicuramente per un fumatore accanito rappresentano il male minore.
Infine, per quanto riguarda la polemica sui liquidi da inalazione va precisato che quelli attualmente presenti in commercio devono rispettare rigidi standard di qualità e procedure di registrazione, mentre non si può dire altrettanto per quelli auto-prodotti che spesso, come nel caso della tragedia dell’Illinois, possono contenere sostanze stupefacenti o illegali.
Ad ogni modo, prima di condannare uno strumento che negli ultimi anni si è rivelato anche un prezioso strumento nella lotta contro il fumo, è necessario approfondire gli eventi, ed evitare la diffusione di informazioni parziali, inesatte e poco veritiere.
Ludovica Palmieri