Ricerca italiana: il negoziante di e-cig aiuta a smettere di fumare (IlTempo.it)

Una buona predisposizione ad ascoltare il cliente e i suoi bisogni aiuta a ridurre il vizio
“Si tratta della prima dimostrazione scientifica di un fatto già noto a milioni di svapatori. Se il negoziante conosce davvero bene i prodotti che vende e ha una buona predisposizione ad ascoltare il cliente e i suoi bisogni, il fumatore ha maggiori probabilità di smettere di fumare” questo il commento del prof. Riccardo Polosa all’uscita del primo studio pilota prospettico inteso ad analizzare i rapporti tra uso efficace della sigaretta elettronica e supporto professionale del negoziante di vapeshop.
VAPESHOP – Pubblicato sulla rivista International Journal of Environmental Research and Public Health, e condotto dall’Università di Catania, in collaborazione con il Centro Nazionale Ricerche (CNR) di Palermo e l’Istituto Nazionale di Sanità Pubblica (INSERM) di Parigi, lo studio pilota ha valutato per 12 mesi i tassi di cessazione e riduzione di 71 fumatori dal momento del loro primo acquisto di una sigaretta elettronica all’interno di 7 vapeshop, contattati e selezionati da LIAF tra coloro che avevano sponsorizzato gli eventi locali svoltisi in occasione della Giornata Mondiale Antifumo del 2013. I negozianti dei vapeshop somministravano dei brevi formulari ai clienti che acquistavano per la prima volta una sigaretta elettronica all’interno dei loro negozi, per registrare i loro dati anagrafici, la storia tabagica, i tassi di cessazione e riduzione del consumo di tabacco a 6 e a un anno, e le variazioni nelle scelte di acquisto.
STUDIO – I risultati sono stati sorprendenti: a fine studio, dei 71 fumatori reclutati nello studio, 29 avevano completamente smesso di fumare, e 18 avevano ridotto il consumo di sigarette convenzionali, addirittura dell’80% nel 15,5% dei casi. Lo studio, peraltro, ha evidenziato una tendenza diffusa a diminuire la percentuale di nicotina presente nei liquidi e una propensione maggiore nella scelta di prodotti sempre più innovativi.
SMOKING CESSATION – “Aiutare i negozianti di sigaretta elettronica a trasformare i propri esercizi commerciali in luoghi di promozione della salute potrebbe rappresentare un prezioso alleato per i fumatori che intraprendono un percorso di smoking cessation” – commenta il presidente LIAF, prof.ssa Lidia Proietti – Ma è necessario continuare a implementare la ricerca e gli strumenti atti a condurla, per capire quali scenari potrà aprire la diffusione della sigaretta elettronica nel tentativo di sconfiggere il fumo e le malattie fumo correlate”.
“Coinvolgere i vapeshop in un progetto di ricerca significa aprire la strada a studi sempre più grandi e totalmente spontanei – ha concluso Polosa – Replicare questo studio di fattibilità a livello nazionale e internazionale è la nostra prossima grande ambizione”.