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Normativa

Legge di Stabilità 2016, presentati emendamenti per riduzione tassa e-cig

Articolo d’archivio del 10 novembre 2015: dati e normative possono essere cambiati.

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Meno tasse sulle sigarette elettroniche. Vanno in questa direzione una serie di emendamenti alla legge di Stabilità presentati da un fronte eterogeneo di senatori: prevalentemente Lega Nord, Forza Italia, Fare, ex grillini. Ad uno di questi testi – prima firmataria la senatrice Bellot, ha apposto la sua firma anche il capogruppo in commissione Bilancio del Pd, Giorgio Santini.

Obiettivo degli emendamenti ridimensionare l’innalzamento della pressione fiscale sulle sigarette elettroniche con un’imposta di consumo parametrata alla quantità di nicotina contenuta nei liquidi per i prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide. La proposta prevede una tassazione di 10.000 euro/kg di nicotina.

Altri emendamenti proposti sempre dalla Lega Nord (senatori Volpi e Candiani), dal forzista Cerioni e dai fittiani Milo e Bonfrisco, propongono invece una soluzione del contenzioso per gli anni 2014 e 2015, che consentirebbe alle aziende di superare la situazione di attuale confusione causata da norme stroncate dal TAR e dalla Corte Costituzionale. Le proposte in questione prevedono una soluzione che passerebbe attraverso il versamento dello 0,1% del fatturato aziendale per il 2014 e dell’1% per il 2015 (da regolare entro giugno 2016).

Gli emendamenti sono attualmente alla valutazione della commissione Bilancio per  l’ammissibilità tecnica, mentre le votazioni (art. 3 per la tassazione, art. 27 per la soluzione del contenzioso) partiranno da domani pomeriggio e andranno avanti fino a sabato.

Già nel 2013 la commissione Bilancio approvò – nonostante l’opposizione del Governo – un emendamento (primo firmatario il piddino Sangalli, oggi in commissione Esteri) che avrebbe ridotto l’imposta di consumo al 25% del prezzo solo sui liquidi. Un provvedimento che avrebbe evitato due anni di contenziosi legali, crisi del settore e di mancate entrate per lo Stato. Ma l’improvvido intervento dell’allora sottosegretario Alberto Giorgetti determinò la cancellazione (a penna!) dell’emendamento approvato dal maxiemendamento su cui il Governo mise poi la fiducia. Uno smacco non dimenticato da parte di alcuni membri della commissione Bilancio del Senato.

I numeri sembrano favorire l’approvazione della modifica, sempre che il MEF (rappresentato probabilmente dal sottosegretario Paola De Micheli) e l’AAMS non mettano di nuovo un veto, secondo molti però ingiustificato viste le numerose sentenze e il risultati delle entrate (solo 3,4 milioni di euro entrati al 30 giugno, contro i 130 previsti per il 2015), fallimento peraltro previsto dai rappresentanti di Anafe Confindustria in occasione delle audizioni legate al Dlgs 188/2014 istitutiva dell’atuale imposta di consumo.