Policy/Prodotti/Salute

Vaping: una fiscalità da ripensare

Mattinata di approfondimento quella di ieri a Roma presso Palazzo Ferrajioli, dove il Centro Arcelli per gli studi monetari e finanziari (CASMEF) dell’Università LUISS Guido Carli, in collaborazione con British American Tobacco, ha presentato uno studio sul settore del vaping in Europa.

Dallo studio illustrato dal Prof Marco Spallone, Coordinatore del CASMEF, emerge che il mercato del vaping è caratterizzato da una domanda elastica: gli utilizzatori di sigarette elettroniche, infatti, sono considerevolmente più sensibili al prezzo rispetto ai consumatori di prodotti tradizionali di tabacco. Per questo, l’imposizione di un’accisa sulle e-cig comporta un declino dei volumi di vendita con una conseguente riduzione delle entrate erariali. Inoltre, un aumento del prezzo delle sigarette elettroniche dovuto all’introduzione di un’accisa, generando una riduzione del differenziale con le sigarette tradizionali, può scoraggiare i consumatori a passare ad un prodotto potenzialmente meno dannoso. In questo modo viene a crearsi un impatto negativo sia sui conti pubblici che sugli obiettivi di salute pubblica.

Lo studio, inoltre, mette in luce come, nel valutare l’introduzione di un’imposta sulle e-cig, dovrebbero essere considerati gli elevati costi amministrativi e di controllo per un settore che, a differenza del tabacco tradizionale, risulta caratterizzato da numerosi produttori e distributori, nonché da una filiera fortemente frammentata.

Infine, lo studio mostra che la lotta al contrabbando di prodotti tradizionali del tabacco, con il recupero fiscale che ne deriva, potrebbe rappresentare una soluzione più efficace rispetto all’inasprimento delle accise sulle sigarette elettroniche in termini di esigenze di gettito.

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A fare da corollario alla presentazione dello studio sono intervenuti Timothy Phillips, Mananging Director del di Ecig Intelligence, Donato Raponi, Senior Consultant di Deloitte Europe, Fabio Annunziata, Direttore delle Relazioni Internazionali del Ministero dell’Economia e delle Finanze, e il Prof. Fabio Beatrice, Direttore del Centro Antifumo dell’Ospedale San Giovanni Bosco di Torino. Quest’ultimo ha esteso il suo intervento agli aspetti legati alla salute, rilevando due principali criticità degli studi finora condotti sulle sigarette elettroniche: da un lato, la disomogeneità degli stessi che, prendendo in considerazione parametri di volta in volta diversi, non consentono una comparazione dei risultati ottenuti; dall’altro, la misurazione degli effetti del vaping attraverso test condotti prevalentemente in vitro o su animali anziché su esseri umani.

Il programma si è concluso con l’intervento di Roberta Palazzetti, Presidente e AD di British American Tobacco la quale, nel ricordare l’impegno della multinazionale nel campo dei prodotti a potenziale rischio ridotto, ha auspicato un diverso inquadramento e un trattamento differenziato, sia fiscale che regolatorio, per le sigarette elettroniche rispetto ai prodotti del tabacco.
Federica Staccone

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