Policy/Prodotti/Salute/Tabacco

Verona diventa internazionale con la quinta edizione di Vapitaly

Anche quest’anno Verona è stata la sede di Vapitaly, la manifestazione interamente dedicata al mondo del vaping, che ha richiamato migliaia di visitatori e quasi duecento espositori.

“Vaping is not tobacco”

Questa edizione, rispetto alla precedente, è stata caratterizzata da un clima più sereno e positivo, dal momento che per il settore del vapore in Italia la situazione sta iniziando a cambiare.

La strada da percorrere è ancora lunga; dal momento che, come ribadito dall’ANPVU – Associazione Nazionale per i Vapers Uniti – tramite la campagna “Vaping is not tobacco”, resta ancora da superare l’erroneo paragone tra i prodotti del tabacco e quelli da svapo.

“Vaping is not tobacco” è una petizione promossa a livello internazionale, con l’obiettivo di diffondere l’uso dei prodotti a rischio ridotto e, soprattutto, a fare in modo che vengano esclusi dalla Direttiva sui Prodotti da Tabacco.
Inoltre, i vapers richiedono alle autorità legislative europee una regolamentazione ad hoc per i prodotti da svapo, basata su evidenze scientifiche.

L’intervento del Ministro Matteo Salvini

Tassazione

Recentemente, sono stati compiuti dei progressi,come sottolineato da Matteo Salvini, ospite di punta della manifestazione. Il Ministro dell’Interno, durante il suo intervento ha affermato: “Mi sono fatto carico della battaglia a favore del vaping e sono contento di aver ottenuto un sistema fiscale che ha salvato migliaia di posti di lavoro, centinaia di aziende, migliaia di negozi. Non fumo nulla e non svapo nulla, però fumare fa male e, quindi, la mia battaglia è una questione di salute, è una questione di futuro, è una questione di rispetto e di lavoro”.

Secondo Salvini, dunque, il Governo ha il dovere di incentivare un prodotto, dichiarato scientificamente a rischio ridotto. Del resto, migliorare lo stato di salute dei cittadini equivale di fatto ad un risparmio in termini di sanità pubblica.

L’ostracismo delle lobby

L’Onorevole ha poi sottolineato la complessità del processo di abbassamento dell’imposta di consumo, dovuta ai tentativi di boicottaggio da parte di diversi gruppi di pressione. “Molto più aggressivi in Europa piuttosto che in Italia, perché sostenuti da alcune forze politiche”. E a tal proposito, con le Europee ormai a ridosso, ha specificato che: “Se gli svapatori mandassero in UE i politici giusti, questa battaglia potrebbe essere realmente giocata”.

Inoltre, Salvini, pur essendo stato messo in guardia sul mondo dello svapo, definito da alcuni detrattori come “poco limpido”, ha ribadito che, ad ogni modo, secondo lui: “si tratta di un settore più pulito di tanti altri”. Ad ogni modo, pur avendo ribadito la volontà di sostenere il mondo del vaping, il Ministro ha specificato che “Il Monopolio di Stato, per quanto concerne alcuni prodotti, è difficilmente scardinabile, perché ben radicato nel sistema italiano ormai da parecchi anni”.

Conclusione

Il Ministro ha concluso ironizzando sui giornalisti, che lo hanno definito “soggetto” alla lobby dello svapo, e abbracciando la causa ANPVU, con la firma della petizione: “Vaping is not tobacco”. Del resto, al di là di tutte le discussioni e della necessità di continuare la ricerca scientifica, è fuor di dubbio che il fumo elettronico sia meno dannoso di quello tradizionale e, dunque, è corretto continuare a promuovere e potenziare questo settore nel rispetto delle normative vigenti.

 

Ludovica Palmieri

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