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Sigaretta elettronica, ancora uno studio a favore del vaping.

Agosto si è concluso con un punto a favore per la sigaretta elettronica, segnato, ancora una volta dalla ricerca italiana, con Riccardo Polosa, professore all’Università di Catania, nonché esperto di fama internazionale in materia di vaping, che ha presentato lo scorso 28 agosto sull’ International Journal of Chronic Obstructive Pulmonary Disease, uno studio sugli effetti della sigaretta elettronica nei pazienti affetti da BroncoPneumopatia Cronica Ostruttiva.

La ricerca che effettivamente dimostra come l’uso della sigaretta elettronica, nei pazienti affetti da BPCO, possa determinare l’attenuazione, e in alcuni casi anche la sparizione, dei danni precedentemente provocati dal fumo tradizionale, acquista ancora maggiore rilevanza se si considera che si tratta di uno dei primi studi a lungo termine mai effettuato sulle sigarette elettroniche.

In particolare, lo studio ha preso in esame 44 pazienti affetti da BPCO, la metà dei quali ancora fumatori tradizionali e l’altra metà utilizzatori di sigaretta elettronica (passati al vaping per smettere o ridurre le sigarette tradizionali). Dopo tre anni di studio sono emersi alcuni risultati inequivocabili:

  • I sintomi della BPCO e l’infezione delle vie respiratorie sono risultati molto attenuati e l’uso della sigaretta elettronica non ha comportato alcun peggioramento delle condizioni dei pazienti.
  • E’ stato riscontrato un miglioramento complessivo dello stato di salute dei pazienti.
  • Si è verificato un abbassamento del tasso di coloro che sono tornati alle sigarette tradizionali. (Solo 2 pazienti hanno avuto delle ricadute, in entrambi i casi si trattava di utenti duali)

In più, tra i pazienti oggetto della ricerca che nell’arco dei tre anni hanno continuato ad alternare la sigaretta elettronica a quella tradizionale, si è registrata una diminuzione del 75% nel consumo del tabacco. Di conseguenza gli utenti duali affetti da BPCO hanno mostrato un netto miglioramento dei loro parametri respiratori e, di conseguenza, nella qualità della vita.

Riccardo Polosa ha commentato i risultati ottenuti dicendo che: “smettere di fumare è fondamentale non solo per prevenire l’insorgere di una patologia come la BPCO, ma anche per bloccarne la progressione. E dato che purtroppo molti pazienti continuano a fumare nonostante i sintomi è fondamentale aver scoperto che la sigaretta elettronica rappresenta un’alternativa efficace e sicura al tabacco tradizionale.” Del resto, come ha affermato anche il dottor Caponetto, co-ricercatore, lo studio è stato un vero successo perché quando si parla di BPCO il numero dei pazienti che ricominciano a fumare è davvero troppo alto, mentre attraverso l’uso della sigaretta elettronica che “riproduce la gestualità e la ritualità di quella tradizionale, senza averne gli effetti collaterali” è stato possibile constatare un netto miglioramento delle condizioni dei pazienti.

Una ricerca preziosa dunque, che costituisce un altro importante tassello per dimostrare la minor nocività dei prodotti alternativi al tabacco e la loro efficacia come strumenti di riduzione del rischio.
Ludovica Palmieri

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