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Il futuro della sigaretta elettronica? Un business da 26.839 milioni di dollari!

La sigaretta elettronica è approdata sul popolare sito ResearchAndMarkets.com protagonista del report “Electronic Cigarette Market by Product Type, Flavor and Distribution Channel – Global Opportunity Analysis and Industry Forecast, 2017-2023″, che analizza i prossimi sviluppi del mercato del vaping negli Stati Uniti, in Europa, nell’Asia-Pacifica, e nell’area definita in inglese LAMEA (che comprende l’America Latina, il Medio Oriente e l’Africa).

Come si evince dal titolo, il report è estremamente accurato, analizzando la questione e-cig da diversi punti di vista, a partire dalla tipologia di prodotto – perché sul mercato esistono diverse tipologie di dispositivi, usa e getta, ricaricabili e modulari –  per arrivare gli aromi e ai diversi canali di distribuzione, come tabaccai, negozi specializzati o e-commerce.

E i risultati sono inequivocabili. Nel giro di pochi anni, infatti, si prevede un CAGR (Compound Annual Growth Rate), ovvero un tasso annuo di crescita composto, del 17,4%, con cifre che raggiungeranno i 26,839 milioni di dollari nel 2023, contro gli 8,610 milioni del 2016.

Perché? Beh, i motivi sono chiaramente molteplici.

Innanzitutto la salute. E’ ormai accertato che le sigarette elettroniche sono al 95% meno dannose di quelle tradizionali. Infatti, anche se gli studi sugli effetti a lungo termine sono ancora in fieri, è innegabile che senza tabacco, carta e combustione il danno provocato alla salute non possa essere neanche paragonabile a quello delle bionde tradizionali.
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Di conseguenza, dato che le e-cig sono considerate un valido strumento per smettere di fumare, molti paesi stanno adottando politiche incentivanti per spronare i fumatori ad utilizzarle anche per un vantaggio di carattere economico.

A questo si aggiunge che, essendo prive di fumo e cenere, le sigarette elettroniche sono più tollerate socialmente e non implicano quella emarginazione a cui ormai, in moltissimi paesi, sono soggetti i fumatori.

Infine, va sottolineato che persino le multinazionali del tabacco si stanno convertendo al fumo alternativo, investendo ingenti risorse in ricerca e sviluppo per arrivare a produrre dispositivi altamente tecnologici, a rischio ridotto (se non zero) e, soprattutto, in grado di garantire la massima soddisfazione dei consumatori.

Ludovica Palmieri

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