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USA, “segnali di fumo”, o meglio “di vapore” in favore della sigaretta elettronica.

Dopo la rivoluzione scattata in Gran Bretagna, anche negli Stati Uniti la tendenza sta cambiando e i dispositivi alternativi ai prodotti del tabacco sono visti in una luce sempre migliore.

Il cambiamento di rotta ufficiale si è avuto proprio questa settimana dove a Washington DC, in seguito ad un convegno The E-Cigarette Summit USA 2018 che ha riunito i massimi esperti di salute a livello mondiale, è emerso che i più grandi professionisti in ambito sanitario sono a favore dell’uso regolamentato delle sigarette elettroniche come strumento per combattere il fumo.

In questa occasione, sono state prese in considerazione le posizioni sul vaping di diversi paesi e l’esperienza anglosassone, in particolare, ha suscitato il plauso della maggior parte degli studiosi che hanno condiviso il fatto che le sigarette elettroniche sono, allo stesso tempo, meno nocive delle sigarette tradizionali e uno strumento fondamentale per aiutare i fumatori, anche più ostinati, a smettere di fumare.

Del resto, le statistiche inglesi parlano chiaro, come ha sottolineato Deborah Arnott, direttore esecutivo di Ash – Action on Smoking and Health UK: “In Inghilterra l’ingresso delle sigarette elettroniche sul mercato ha determinato il rapido declino del tasso dei fumatori”. E proprio grazie a queste percentuali, che continuano a crescere in positivo, il piano di controllo del tabacco in Inghilterra può prefiggersi un obiettivo tanto ambizioso quanto concreto, ovvero quello di arrivare entro il 2022 ad una generazione smoke-free, cioè libera dal fumo, riducendo il tasso dei fumatori adulti dal 15,5% al 12% e quello dei fumatori giovani dall’8% ad appena il 3%.

Nel Regno Unito il crollo del consumo del tabacco tradizionale – che è sceso da una media del 33% nel 2007, più o meno pari a quella degli altri paesi europei, ad un tasso che oggi tocca il 17% – è andato di pari passo all’adozione di rigide politiche fiscali sui prodotti del tabacco, oltre che alla promozione ufficiale del fumo elettronico, sempre fatta nel rispetto delle categorie più deboli e dunque con severe limitazioni per quanto concerne pubblicità, avvertenze sulle confezioni e regolamentazione sull’immissione nel mercato e sulla vendita.

Leggi anche: IN UK È 1 A 0 PER IL VAPING NELLA LOTTA CONTRO IL FUMO!

E dove il vaping è vietato? Un esempio su tutti, gli Emirati Arabi Uniti dove i decessi per malattie correlate al fumo non si fermano e sono stati, solo per il 2016, 2.900. Questo dato, riportato dall’internazionale Tobacco Atlas Report svela anche i costi indirettamente legati al consumo di tabacco (in termini di sanità pubblica e mancata produttività) che superano i 569 milioni di dollari. Una cifra che parla da sola.

Ludovica Palmieri

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