Salute/Tabacco

SIGARETTA ELETTRONICA PROMOSSA AL 18° CONGRESSO NAZIONALE DELLA SOCIETÀ ITALIANA DI TOSSICOLOGIA

Al 18° Congresso Nazionale della Società Italiana di Tossicologia che ha avuto luogo a Bologna, gli esperti hanno parlato chiaro. La situazione è drammatica, oggi si contano ancora 6 milioni di decessi all’anno causati dal tabagismo, di cui 600mila provocati dal fumo passivo e l’Organizzazione Mondiale per la Sanità (Oms) prevede che, se i singoli paesi non prenderanno serie misure cautelative, nel 2025 il numero di fumatori nel mondo salirà a quota 1 miliardo. Dati sempre più allarmanti, ma c’è di più, perché ricerche recenti dimostrano che non bisogna proteggersi solo dai prodotti del tabacco e dal fumo passivo, ma anche da quello di “seconda mano”, che rimane sui vestiti, sulle tende e su tutte le superfici. Insomma, una situazione a cui bisogna trovare urgentemente una soluzione.

Alla luce di queste considerazioni, il parere degli esperti è stato chiaro e, anche se le ricerche sono ancora in corso soprattutto per quanto riguarda i possibili effetti a lungo termine, è innegabile che i dispositivi alternativi alle sigarette tradizionali rappresentino una risorsa fondamentale nella lotta contro il tabagismo.

Il Congresso Nazionale della Società Italiana di Tossicologia ha visto intervenire, tra gli altri, il prof. Riccardo Polosa, del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’Università di Catania, che ha presentato gli effetti sulla salute e l’impatto clinico dei nuovi sistemi di assunzione di nicotina, indicando le priorità su cui sarebbe opportuno lavorare nei prossimi anni. “L’approccio che io suggerirei è quello di prendere il coraggio a due mani, dare il via a politiche sanitarie che promuovano la riduzione del rischio, stabilire un target preciso”, per esempio “la riduzione di 1, 2 o 3 punti percentuali entro un preciso arco di tempo, di 3 o 4 anni. E nello stesso tempo istituire degli osservatori per il tabagismo che possano verificare e certificare i risultati ottenuti ad integrazione di queste nuove strategie e politiche di controllo”. Il professore, anche promotore del Comitato Scientifico Internazionale per la ricerca sulla sigaretta elettronica della LIAF – Lega Italiana Antifumo, ha inoltre riportato quanto emerso recentemente al dibattito organizzato presso il Parlamento Europeo a Bruxelles: “C’è una forte necessità di promuovere i prodotti a basso rischio perché le politiche di controllo del tabacco non stanno portando i risultati sperati. Quindi io auspico una maggiore integrazione delle esistenti politiche con una progettualità più spostata verso l’applicazione dei principi della Tobacco Harm Reduction”. Del resto, è innegabile che nei paesi in cui sono state adottate politiche di promozione dei dispositivi a rischio ridotto, come la Gran Bretagna, i risultati sono incoraggianti.

Leggi anche: Il 20 marzo la sigaretta elettronica approda al Parlamento Europeo!

Cecilia Del Vecchio

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