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La sigaretta elettronica non è nociva

Anticipazioni dallo studio realizzato da Fontem Ventures sugli effetti delle e-cig nel lungo periodo.

“Evaluation of the Safety Profile of an Electronic Vapour Product Used for Two Years by Smokers in a Real-life Setting” (Valutazione del profilo di sicurezza di un prodotto per il vapore elettronico usato per due anni da fumatori in un contesto di vita ordinaria). Già dal lungo titolo si capisce da dove deriva l’importanza di questo studio peer-reviewd condotto dal team di ricerca di Fontem Ventures, azienda controllata del gruppo Imperial Tobacco che produce il marchio blu, che verrà pubblicato a febbraio sulla rivista Regulatory Toxicology and Pharmacology.

Ed effettivamente, rispetto a numerose altre ricerche condotte fino ad oggi sull’argomento, questa dimostra, anche per il fatto di essere durata ben due anni, che l’uso regolare della sigaretta elettronica non produce alcun effetto negativo sulla salute degli utilizzatori.

I ricercatori hanno preso in considerazione un gruppo di 209 volontari, tutti fumatori decisi a smettere tramite l’uso di una sigaretta elettronica a sistema chiuso (per intenderci quelle più facili da usare perché dotate di cartucce intercambiabili). Per tutta la durata dello studio sono stati tenuti sotto osservazione gli aspetti più critici legati al fumo, come le funzioni polmonari, gli elettrocardiogrammi, l’esposizione alla nicotina. Ebbene, nessuno di questi parametri, ha registrato livelli problematici o preoccupanti, anzi, al contrario i ricercatori hanno rilevato che l’uso di sigaretta elettronica – termine peraltro improprio per indicare quelli che andrebbero chiamati “vaporizzatori” – ha rappresentato un validissimo strumento per abbandonare le sigarette tradizionali.

Leggi anche: Studio USA conferma: ecig fanno fumare meno sigarette

Tanvir Walele, direttore degli Affari scientifici di Fontem Ventures, ha spiegato: “I dati clinici estesi su un periodo di due anni forniscono un quadro molto chiaro del vaping a lungo termine e delle sue potenziali implicazioni per la salute dei fumatori, che possono così compiere una scelta informata”. In più, ha continuato il ricercatore, bisognerebbe considerare che il valore di questi risultati supera quello scientifico per diventare anche politico: “I governi e i legislatori devono far sì che il quadro normativo rifletta questo consenso scientifico che si sta formando, via via che studi a lungo termine dimostrano la sicurezza delle sigarette elettroniche”. Concludendo che: “Questa ricerca suggerisce che le normative sulla sigaretta elettronica non devono essere assimilate a quelle sui prodotti del tabacco”. Addirittura, si potrebbe pensare che il legislatore abbia il dovere di tenere in conto evidenze scientifiche così lampanti. E in Italia, la prossima legislatura sarà più lungimirante in merito al vaping?

Ludovica Palmieri

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