Policy/Prodotti

COIV, i punti fermi del programma

Redazione

COIV – Coalizione Operatori Italiani Vaping a seguito dell’Assemblea generale svoltasi in data 21 novembre 2017 ha stabilito le seguenti linee operative in merito agli ultimi eventi giurisdizionali e politici:

TASSAZIONE – COIV ha da sempre sostenuto che un’imposta di consumo pari a € 0,393 per millilitro di liquido da inalazione senza combustione (che contenesse o meno nicotina) fosse insostenibile per tutta la filiera, dal produttore al dettagliante fino al consumatore, ed è per questo che ha da sempre supportato una proposta di tassazione parametrata alla quantità di nicotina contenuta nel liquido. La ragione di tale scelta risiede nella tutela della salute pubblica tramite la minore tassazione dei prodotti con più bassa concentrazione di nicotina, ingrediente che genera dipendenza, sfavorendo così il consumo di quelli a maggior contenuto nicotinico.

In ogni caso COIV rimane disponibile a supportare qualsiasi soluzione efficiente che sia sostenibile per la filiera ed allo stesso tempo contribuisca al raggiungimento degli obiettivi di gettito dell’Erario. Una possibile alternativa potrebbe essere quella di parametrare l’imposta di consumo prevista dall’odierna legislazione in misura pari al 12,5 per cento   dell’accisa   gravante   sull’equivalente quantitativo di sigarette (ovvero circa € 0,1 per millilitro di liquido) e aumentando tale percentuale qualora alle verifiche semestrali il gettito non corrispondesse alle aspettative di cassa.

VENDITE ON LINE – Salvaguardare la sopravvivenza delle vendite ai consumatori da parte degli operatori online italiani, prevedendo l’obbligo di apertura di deposito autorizzato anche per tale canale di vendita. Le norme contenute nell’attuale Disegno di legge di conversione del Decreto Fiscale, oltre a rappresentare un passo indietro tecnologico, mirano a cancellare un comparto che opera in maniera regolare ed estremamente trasparente, lasciando senza lavoro migliaia di famiglie in nome di un principio di sicurezza che invece andrebbe applicato, come già previsto dalla normativa vigente, ai siti esteri che operano in Italia in assenza di qualunque autorizzazione e di controlli da parte delle Autorità competenti.

DISTRIBUZIONE – Le norme contenute nell’attuale Disegno di legge di conversione del Decreto Fiscale delegano l’Agenzia delle Dogane e Monopoli a stabilire “le modalità e i requisiti per l’autorizzazione e l’approvvigionamento dei prodotti con nicotina” che dovranno seguire “gli esercizi di vicinato ad attività prevalente nella vendita dei prodotti con nicotina già attivi prima della data di entrata in vigore della presente disposizione”. In base a tale disposizione dovrà avviarsi nel più breve tempo possibile un confronto con la stessa Agenzia Dogane e Monopoli al fine di:

  • Stabilire criteri sostenibili per il mantenimento dell’attività per in negozi già operanti sul mercato
  • Concedere ad ogni negozio specializzato una licenza autonoma e del tutto indipendente da quelle degli altri esercizi di vicinato (es. tabaccherie)
  • Evitare una regolamentazione per l’approvvigionamento dannosa per tutti gli operatori della filiera

COIV rimane a disposizione per ogni confronto con tutte le realtà esistenti per verificare i differenti punti di vista e conseguire quanto più congiuntamente gli scopi sopra riportati in quanto l’obiettivo principale dell’Associazione è tutelare tutti gli operatori del settore.

 

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