Policy/Prodotti/Tabacco

Approvato l’emendamento Sullo/Vicari, ovvero la sindrome Tafazzi del settore ECIG

di Andrea Morbelli

La frittata è fatta. E chi ha in questi giorni riempito le pagine dei social di insinuazioni e speculazioni, chi ha urlato al complotto e si è messo a cercare il nemico dietro la porta, poi di fatto se n’è lavato le mani.

Come è finita? L’emendamento Vicari/Sullo è stato approvato e questo significa, in soldoni, la chiusura di tutto l’online (buono e cattivo, nazionale e internazionale) in Italia e la chiusura del mercato totale (senza la possibilità di apertura di nuovi negozi).

L’emendamento in questione è stato approvato questa mattina e inserito nel decreto fiscale, e prevede la vendita di prodotti contenenti nicotina esclusivamente alle tabaccherie, il divieto di vendita online di tali prodotti e la delega all’Agenzia Dogane e Monopoli di identificare modalità e requisiti per l’autorizzazione e l’approvvigionamento per i negozi ad oggi esistenti (al di fuori delle tabaccherie).

Riportiamo di nuovo storia e genesi di questo provvedimento. Circa sei mesi fa, un emendamento presentato su ispirazione della Federazione Italiana Tabaccai lanciava la possibilità di limitare il mercato della vendita di liquidi con nicotina esclusivamente alle tabaccherie.  Chi ha parlato in quei giorni con i fautori di tale emendamento e li ha convinti a ritirarlo ha però compreso anche che le istituzioni (in primis i Monopoli) avevano lanciato il tema della necessità di regolare la catena di vendita esprimendo più volte ai propri interlocutori nel settore (associazioni di categoria varie) la necessità di dotarsi di un canale di vendita che avesse responsabilità del prodotto che vendeva, sia per garantire le entrate fiscali, sia per garantire un prodotto che rispettasse le normative e che tutelasse la salute del consumatore.

In questo contesto, nonostante avesse una norma per contrastarlo, l’Agenzia Dogane e Monopoli era assolutamente preoccupata dell’esplosione della incontrollata vendita online di prodotti che eludevano tutte le regole, dall’estero e in parte anche dall’Italia. A questo punto le associazioni del settore avrebbero dovuto comprendere l’istanza e muoversi proattivamente per formulare una proposta sull’argomento che tutelasse gli investimenti intrapresi e garantisse la possibilità di continuare a far crescere il mercato, pur inserendo una serie di paletti in tema di controllo del prodotto in vendita.

Cosa è accaduto? Da allora ad oggi, l’unica realtà che ha voluto affrontare il problema è stata COIV, iniziando a gettare le basi per una proposta da condividere con tutto il settore.

Purtroppo però non c’è stato il tempo per diffondere la proposta e chi voleva muoversi per conto proprio lo ha fatto. Dopo pochi giorni i senatori Sullo e Vicari hanno lanciato la loro proposta emendativa, pare con il plauso di Logista prima e Monopoli poi, e a quel punto ci si sarebbe aspettato che le varie realtà del settore avessero fatto fronte comune e magari avessero portato avanti molto velocemente una contro-proposta (ad esempio sulla base di quanto fino a quel momento era stato, solo in bozza, ipotizzato da COIV).

Invece, si è scelto di attaccare COIV e i suoi consulenti a mezzo stampa, accusandoli di essere dei complottisti. E dunque si è scelto di spostare il problema alle calende greche e adesso la responsabilità di quanto accaduto è da ricondursi anche a quegli organi di stampa che hanno gridato allo scandalo e puntato il dito contro chi aveva solamente identificato il problema e cercato una via per risolverlo. E insieme agli influencer del settore, i cosiddetti Leoni da Tastiera molto bravi a fare critiche, ma poco avvezzi a lanciare proposte costruttive. E infine, a chi aveva la forza di poter rappresentare le istanze del settore, ma si è concentrato esclusivamente nell’attesa che altri decidessero per loro.

Quello che ora amaramente auspico, è che tutti gli operatori del settore coinvolti analizzino lucidamente e ricordino in futuro cosa è accaduto e ne facciano tesoro, prima di gettare fango sul lavoro di chi da anni ha sacrificato tempo e risorse per cercare di aiutare questo settore.

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