Policy/Prodotti/Tabacco

Sigaretta elettronica: epopea costituzionale

di Ludovica Palmieri

Martedì 24 ottobre, lo staff legale di Anafe e delle aziende già costituenti di Assifel, si sono presentati davanti alla Corte Costituzionale per l’ultimo atto formale del ricorso contro lo Stato circa l’imposizione fiscale derivante dall’applicazione del decreto legislativo 188 del 15 dicembre 2014, in altre parole: la tassa sui liquidi di ricarica per e-cig. Dopo la sentenza numero 83 del 2015, che aveva decretato la bocciatura, da parte della Consulta, della tassa su hardware e accessori in violazione all’articolo 23 della Costituzione; adesso, lo stesso giudice Giuliano Amato ha ascoltato gli avvocati delle rispettive parti pronunciarsi esclusivamente in materia di liquidi di ricarica, da considerarsi, secondo lo stesso relatore come “una nuova disciplina”.

Gli avvocati De Blasi e Francario, per Anafe e Nicodemo, per le aziende dell’ex gruppo Assifel, hanno incentrato la loro arringa sull’iniquità impositiva della legge in essere, che equipara i liquidi con nicotina a quelli privi di tale sostanza. I legali hanno sostenuto che le tasse dovrebbero colpire esclusivamente i liquidi contenenti nicotina ed incidere sugli stessi in maniera diversa a seconda della percentuale di nicotina in essi contenuta. L’avvocato Francario, dopo aver presentato alla Corte un esempio materiale, costituito da un aroma uso alimentare – non sottoposto ad accisa –  un liquido senza nicotina e due liquidi con due gradazioni diverse di nicotina, ha dichiarato, richiamando il principio di ragionevolezza invocato dal Tar del Lazio: “Non si può tassare il liquido in quanto veicolo della nicotina”.

Francesco Meloncelli, in qualità di rappresentante dell’avvocatura dello Stato, nel difendere la legge esistente, ha sostenuto che lo scopo del legislatore è quello di colpire ciò che causa dipendenza. Dunque la tassa sui liquidi di ricarica per sigarette elettroniche, può a tutti gli effetti considerarsi come uno strumento di tutela dallo Stato nei confronti dei cittadini, nonché consumatori; mentre, per quanto concerne i liquidi a zero contenuto nicotinico, lo stesso Meloncelli, ha dichiarato che la tassa “si giustifica nell’interesse dello Stato”, ovvero con una finalità erariale.

Difficile prevedere ora l’esito della sentenza, per cui, dati i precedenti, verosimilmente, bisognerà attendere l’esito della prossima riunione in Camera di Consiglio, fissata per Gennaio, in data ancora da destinarsi.

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