Policy/Salute/Tabacco

“Gateway effect”: una teoria infondata

É innegabile, il vaping è un fenomeno in costante e crescente aumento a livello globale, ma nonostante questo alcuni dubbi e perplessità sul mondo delle sigarette elettroniche devono ancora essere fugati del tutto. Gli studi scientifici, compiuti ed in via di realizzazione, rappresentano lo strumento per aprire definitivamente la strada al vapore.

Tra le accuse mosse alla sigaretta elettronica, la più grave è quella conosciuta come teoria del “gateway effect”, per cui il vaping rappresenterebbe per i giovani un’apripista al fumo tradizionale, ebbene oggi, una ricerca condotta in Gran Bretagna dall’autorevole Public Health England, in collaborazione con l’Università di Stirling, dimostra come tale teoria sia del tutto infondata.

Come spiega Linda Bauld, professoressa di politica sanitaria all’Università di Stirling e membro del team che ha condotto la ricerca tra il 2015 e il 2017, su un campione di 60.000 ragazzi, tra gli 11 e i 16 anni, solo il 3% utilizza settimanalmente la sigaretta elettronica e, per la maggior parte, si tratta di giovani già fumatori. Mentre, per i teenagers non fumatori l’approccio alla e-cig ha un carattere puramente sperimentale, senza sfociare nell’uso regolare di un dispositivo.  

In più lo studio ha anche dimostrato una generale diminuzione del tasso dei fumatori tra i teenager britannici.

Considerando poi che, secondo il parere di alcuni studiosi, le sigarette elettroniche sono nocive il 95% in meno delle sigarette tradizionali, è importate, come dichiara Martin Dockrell, tobacco policy manager al Public Heath England, continuare a sostenere il vaping nella lotta contro al fumo, portando avanti le politiche già intraprese dal governo britannico. Chiaramente, sempre facendo riferimento ad un sistema di regolamentazione che, vietando la vendita ai minori, limitando il marketing e monitorando i livelli d’uso tra i giovani di sigaretta elettronica e tradizionale, ambisca a tutelare i minori e, nello stesso tempo, ad assicurare ai fumatori adulti la possibilità di ricorrere ai prodotti a rischio ridotto per smettere o ridurre il fumo tradizionale.

In conclusione possiamo soffermarci su quanto affermato da Debora Anrott, amministratore delegato del gruppo Action on Smoking and Health, perché i sondaggi parlano chiaro. E se oggi si registra una decrescita nel tasso dei giovani fumatori è perché evidentemente le sigarette elettroniche, anche se provate dai teenagers non fumatori, non inducono all’uso di quelle tradizionali.

Ludovica Palmieri

 

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