Policy/Tabacco

Sigarette elettroniche e tassazione, una questione ancora fumosa

Ancora in attesa di risposta l’interrogazione parlamentare del 25 luglio sulle sigarette elettroniche in merito ai consistenti ammanchi per le casse dello Stato, rispetto all’importo previsto secondo la Legge di Bilancio per la categoria.

A chiedere spiegazioni al Ministro dell’economia e delle Finanze sono stati i Senatori Fucksia, Ceroni, Compagna, Di Giacomo, Liuzzi, Mandelli, Quagliariello e Serafini, preoccupati dal fatto che la tassazione sui prodotti da svapo potrebbe perdersi in itinere. In effetti, i dati sono critici, dal momento che, le previsioni di incasso del Governo sono scese dai 5 milioni iniziali a 3 milioni, mentre la crescita nell’andamento del mercato delle sigarette elettroniche appare innegabile. La ECigIntelligence, società che analizza il mercato delle sigarette elettroniche, facendo un quadro della situazione italiana, ha riportato, per il 2016, che le entrate provenienti da questa tipologia di prodotti avrebbero dovuto toccare i 325 milioni di euro su base annuale, fra imposte di consumo e dispositivi.

In più, l’ultima indagine DOXXA-ISS, 2017, ha registrato un numero di vapers, abituali e occasionali, pari a circa 1,3 milioni, di cui il 63,5% consumatore di prodotti contenenti nicotina e solo il 36,5% utilizzatore di liquidi e ricariche senza nicotina.

In generale, dunque, si tratta di numeri oggettivamente alti, in relazione ai quali i 3 milioni di gettito previsti rappresentano una somma alquanto esigua.

Tutto questo mette in rilievo la complessità della questione sigarette elettroniche, un settore caratterizzato da un elevatissimo potenziale, che tutt’ora fatica ad esplodere a causa delle complicazioni relative alla legislazione e alla tassazione. Sarebbe opportuno, infatti, trovare al più presto delle soluzioni che possano raccordare tutti gli interessi coinvolti: dal gettito erariale e la salute pubblica alla salvaguardia della concorrenza, fondamentale nel libero mercato.

Al momento, bisogna affermare, che la tassazione sulle e-cig è chiara e prevede il pagamento delle imposte sui liquidi contenti nicotina e la sospensione del pagamento dell’imposta di consumo per quelli a zero contenuto nicotinico. Tuttavia, questo rende ancora più evidente la portata del fenomeno di elusione fiscale a cui stiamo assistendo nel Paese.

In attesa di un verdetto della Corte Costituzionale in materia, dati anche i tempi lunghi della giustizia italiana, sarebbe opportuno iniziare ad agire, conducendo maggiori controlli su aziende e rivenditori e cominciando ad applicare sanzioni a chi cerca di eludere le tasse. Inoltre sarebbe molto importante affrontare un dibattito pubblico, sperando che anche il Governo, già interpellato, possa chiarire le proprie posizioni sul tema.

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