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Sigarette elettroniche: dipendenza light

 

«Non c’è dubbio, le sigarette elettroniche creano dipendenza, ma non quanto quelle tradizionali», afferma Guodong Liu, a capo di uno studio condotto presso il Penn State College of Medicine, in Pennsylvania (Usa) volto ad analizzare la differenza tra l’assuefazione data rispettivamente dalle sigarette tradizionali e dalle elettroniche. I risultati sono stati ottenuti analizzando le risposte di più di 3.568 persone, che avevano partecipato al PATH study (Population Assessment of Tobacco and Health), un’indagine che, prendendo in esame un campione superiore ai 30.000 individui, offre un’esaustiva panoramica del rapporto tra popolazione americana, tabacco e salute.

Dato il progressivo declino, negli ultimi in anni USA, del fumo tradizionale, a favore di un incremento del vaping tra i consumatori adulti più giovani, ed anche alla luce di alcune preoccupazioni sollevate sulla sigaretta elettronica come possibile apripista al fumo tradizionale, appariva quanto mai necessario capire in che misura queste e-cigarette potessero generare dipendenza.

Premettendo che entrambi i prodotti contengono nicotina, è necessario ricordare una differenza cruciale, ovvero che mentre le sigarette classiche sono a base di tabacco e prevedono la combustione, le e-cig, riempite con l’apposito liquido – che può anche essere nicotine free – producono esclusivamente vapore, che, secondo recenti studi scientifici non rappresenta un pericolo per la salute, soprattutto se paragonato al fumo tradizionale.

Leggi anche: Sigarette elettroniche apripista al fumo tradizionale? Basta ipotesi, ecco le evidenze scientifiche

Di tutti gli individui analizzati nella ricerca del Penn State College of Medicine il 5% erano vapers, mentre il restante 95% fumatori tradizionali.

Lo studio condotto dal team di Guodong Liu, assistant professor di scienze della salute pubblica, ha prodotto risultati importanti, mettendo in evidenza come, rispetto ai fumatori classici, gli utilizzatori di sigarette elettroniche iniziano a svapare più tardi dopo il risveglio, non si sentono dipendenti dai loro device, non avvertono il bisogno impellente di svapare e quando impossibilitati resistono con minor difficoltà. Dunque, anche se tutti i pazienti esaminati, fumatori e vapers sono considerati dipendenti dalla nicotina, appare innegabile che gli svapatori siano meno assuefatti a tale sostanza.

Dato che le sigarette elettroniche espongono l’utente ad un rischio nettamente minore rispetto alle sigarette tradizionali, questo studio non fa che rafforzare quanto già è appurato in ambiente medico-scientifico, ovvero che per i fumatori la sigaretta elettronica rappresenta un male minore e che quindi andrebbe adottata e promossa formalmente nei programmi per smettere di fumare come un valido strumento di riduzione del rischio.

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