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Sigaretta elettronica? La risposta nel titolo dell’ultimo studio scientifico: “Zero Rischi”

Lo scorso 9 giugno, la Lega Italiana anti fumo – Liaf, ha celebrato il suo No Tobacco Day con la presentazione del primo studio scientifico sugli effetti della sigaretta elettronica a lungo termine. L’eloquente titolo: “Zero Rischi” parla chiaro perché le conclusioni a cui sono giunti i ricercatori dell’Università di Catania, guidati dal Professor Polosa, docente presso lo stesso Ateneo di Medicina Interna e promotore del comitato scientifico internazionale per la ricerca sulla sigaretta elettronica, dimostrano che le e-cig non pregiudicano il funzionamento di vie aeree e polmoni.

Fino ad ora l’impatto sulla salute delle sigarette elettroniche è stato pressoché sconosciuto, per la difficoltà di isolare gli effetti provocati dall’esposizione regolare all’aereosol delle e-cig da quelli derivanti dall’uso di sigarette convenzionali, dato che la maggior parte dei vapers, presi in considerazione nelle ricerche, erano ex-fumatori o utenti duali (ovvero che alternano tabacco e vaping). Questo studio, invece, si differenzia, perché inizia proprio da un nuovo punto di partenza, prendendo in considerazione solo coloro che fanno uso esclusivo di sigaretta elettronica, dunque non fumatori e svapatori regolari da almeno 3 mesi.

Partendo da queste premesse e mettendo a confronto i soggetti selezionati con un gruppo di controllo, costituito da persone che non hanno mai fumato né svapato, i risultati sono stati davvero molto interessanti, andando a confermare l’effettiva innocuità del vaping per la salute, rispetto al fumo tradizionale.

I candidati selezionati per lo studio sono stati sottoposti ad un primo check-up completo, eseguito presso il Centro per la Prevenzione e la Cura del Tabagismo dell’Università di Catania, in cui sono stati verificati i segni vitali (pressione sanguigna, frequenza cardiaca, peso corporeo), misure di funzionalità polmonare, sintomi respiratori e infiammazioni delle vie aeree (livelli di ossido nitrico [eNO], e ossido di carbonio [eCO]). I soggetti sono stati successivamente sottoposti a tre ulteriori visite di follow-up, dopo 12, 24 e 42 mesi, per misurare eventuali cambiamenti rispetto ai valori registrati durante la prima visita e rispetto al gruppo di controllo. Tutti quanti, pur avendo fatto uso regolare e quotidiano di sigaretta elettronica, per quattro anni, con un consumo medio di 4 ml al giorno di liquido, non hanno prodotto cambiamenti significativi dei parametri misurati, né rispetto a quanto registrato in partenza, né rispetto al gruppo di controllo. Inoltre, per coloro che al terzo follow up hanno scelto di sottoporsi anche al HRCT polmonare non sono stati individuati risultati patologici.

Tali conclusioni risultano, dunque, fondamentali per affermare che non sussistono particolari rischi per la salute legati all’uso regolare della sigaretta elettronica, anche se protratto nel tempo. Sarebbe auspicabile che anche il legislatore, come accaduto già da qualche anno nel Regno Unito, si renda conto delle potenzialità del vaping come metodo per smettere di fumare, caratterizzato da una bassa incidenza sulla salute.

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