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Cuore e sigaretta elettronica

Quanto in passato era soltanto intuibile o ipotizzabile, oggi, grazie alle sempre più numerose evidenze scientifiche è diventato quanto mai assodato: le sigarette elettroniche possono essere effettivamente annoverate tra i metodi per combattere il fumo tradizionale.

Proprio in questi giorni il dottor Konstantinos E Farsalinos ha rivelato i risultati dell’ultimo studio condotto sul vaping che provano ulteriormente come, rispetto alle sigarette tradizionali, le elettroniche siano molto meno dannose per le funzioni miocardiche del cuore. Lo studio, condotto presso l’Onassis Cardiac Surgery Greece ha infatti dimostrato come anche una sola sigaretta comporti un pregiudizio durevole per quest’organo fondamentale. Il Dott. Farsalinos da diversi anni si batte a favore della sigaretta elettronica, avendo condotto con il suo team di ricercatori diversi studi su tematiche relative al vaping, per sfatare tutti quei luoghi comuni che ancora oggi, in alcuni paesi, ne ostacolano l’utilizzo, anche criticando apertamente alcune organizzazioni come la statunitense Food and Drug Administration (FDA), che rifiutano di riconoscerne il potenziale nella lotta al fumo tradizionale.

Ancora oggi appare estremamente valido il suo studio condotto nel 2014 e pubblicato sulla rivista medica BMC Cardiovascular Disorders dal titolo Acute effects of using an electronic nicotine-delivery device (electronic cigarette) on myocardial function: comparison with the effects of regular cigarettes. La prima ricerca dedicata proprio ad analizzare l’impatto del vaping sul miocardio – Il tessuto muscolare che costituisce le pareti del cuore. Con la sue equipe di ricercatori ha sottoposto due gruppi, a degli esami di laboratorio che non hanno lasciato adito a dubbi. Il primo composto esclusivamente da fumatori (intesi come coloro che per gli ultimi 5 anni hanno fumato almeno 15 sigarette al giorno), il secondo costituito da vapers, rigorosamente astenutesi dal fumo per gli ultimi 30 giorni. Tutti i parametri presi in considerazione, tra i quali il tempo di rilasciamento isovolumetrico, i livelli di trigliceridi, glucosio e colesterolo, il diametro del ventricolo sinistro, l’indice delle performance miocardiche, hanno rivelato degli esiti negativi rispetto agli standard prestabiliti, per i fumatori, evidentemente più esposti al rischio di rischio di patologie cardiovascolari.

Mentre nei vapers non si sono riscontrate sostanziali differenze tra le misurazioni prese prima e dopo l’utilizzo della sigaretta elettronica, contenente nicotina, per ben sette minuti (pari al tempo necessario per fumare una sigaretta tradizionale).

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Forse le reticenze di organi americani come la FDA o la CDC – Centers for Disease Control and Prevention –  derivano dal fatto che tali studi provengono da paesi stranieri?  Resta il fatto che oggi appare quanto mai necessario mettere in primo piano la salute pubblica, prendendo come esempio il britannico Royal College of Physicians ed altri professori europei che dichiarano apertamente come il vaping sia al 95% meno dannoso del fumo tradizionale.

2 thoughts on “Cuore e sigaretta elettronica

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