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Con o senza fumo. Quando c’è il tabacco gli agenti tossici sono gli stessi.

Basta con le opinioni su IQOS. Il mondo scientifico si è pronunciato. Su JAMA Internal Medicine, sono stati resi pubblici i risultati della prima ricerca scientifica indipendente sui dispositivi heat-no-burn.

La scienza si è espressa definitivamente sull’impatto del tabacco riscaldato sulla salute umana, finalmente è uscito il primo studio scientifico indipendente su IQOS svolto da un gruppo di ricercatori dell’Institute of Primary Heath Care (BIHAM), all’università di Berna ed appena pubblicato su JAMA Internal Medicine – rivista mensile che si occupa di tutti gli aspetti della medicina interna, edita dall’American Medical Association dal 1908.

Anche se IQOS è già venduta in più di 19 paesi in tutto il mondo, come un dispositivo alternativo al tabacco, che offre lo stesso piacere della sigaretta escludendone gli effetti collaterali, alla vigilia del suo – tanto atteso – arrivo negli Stati Uniti, è possibile affermare che, in realtà, il dispositivo Heat – not – Burn della PMI non è affatto innocuo, come invece divulgato dall’azienda statunitense. Infatti, anche se il tabacco viene riscaldato e non bruciato, le sostanze tossiche rilasciate corrispondo a quelle emanate dalle sigarette tradizionali, in altre parole, il fumo non è solo dove c’è il fuoco.

Del resto la ricerca parla chiaro, analizzando e comparando, secondo gli standard previsti dall’International Organization for Standardization, il fumo emesso da IQOS con quello della sigaretta tradizionale, sono state rintracciate le stesse percentuali di sostanze tossiche. In particolare sono stati rinvenuti nel fumo rilasciato dal dispositivo HNB composti organici volatili (VOC), IPA (idrocarburi policiclici aromatici) e monossido di carbonio, agenti responsabili di patologie cardiovascolari oltre che di carcinomi. Questo deriva dal fatto che la pirolisi – ovvero la decomposizione di una sostanza complessa, come il tabacco, mediante trattamento termico – è sufficiente a determinare la produzione di sostanze altamente nocive, senza dover necessariamente arrivare alla combustione.

Alla luce di quanto dimostrato è importante inserire IQOS, e tutti gli altri prodotti HNB, nella categoria dei dispositivi da vietare all’interno dei locali pubblici per continuare a minimizzare il rischio prodotto dal fumo passivo. Del resto è del tutto fallace girare intorno alla definizione di fumo, non fumo, quando i risultati parlano chiaro e al di là delle differenze di temperatura (330°C per IQOS e 684°C per le sigarette tradizionali) i valori non cambiano.

Leggi anche: Vapore passivo? Lasciamo che a parlare sia la ricerca scientifica.

Per concludere, grazie a questa ricerca si può aggiungere, che IQOS costituisce anche un passo indietro nella lotta al tabagismo, fatta tramite l’uso e la promozione delle sigarette elettroniche come strumento per smettere di fumare. Le e-cig, infatti, al contrario dei dispositivi riscaldatori di tabacco, sono prive di tabacco e prevedono esclusivamente l’uso di liquidi che possono essere con o senza nicotina.

Dunque va benissimo continuare a distribuire prodotti innovativi, ma presentandoli sempre per quello che sono, senza confondere i consumatori con informazioni imparziali ed imprecise.

 

7 thoughts on “Con o senza fumo. Quando c’è il tabacco gli agenti tossici sono gli stessi.

  1. Pingback: Con o senza fumo. Quando c’è il tabacco gli agenti tossici sono gli stessi. – Svapoecig

  2. Sinceramente la conclusione a questo articolo fa sorridere. La maggior parte dei vapers sta tutto il giorno con la ecig in mano, svapando svariati ml di liquidi di dubbia provenienza. Va bene che non c’è tabacco, ma quante altre sostanze contengono i liquidi? Siete sicuri che i vari aromi (oramai ce ne sono di ogni tipo) non siano dannosi? E sopratutto, siete sicuri che la resistenza, spesso fatta di nichel, peraltro spinta a temperature altissime, non sia dannosa?

    Il mondo delle ecig è evoluto, oramai riescono a raggiungere wattaggi elevatissimi e la nuova moda del tiro a polmoni aperti è alquanto preoccupante.

    Insomma, ho trovato l’articolo molto di parte.

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  3. Non so a quali vapers si riferisca né cosa intenda per liquidi di dubbia provenienza.
    Sembra che voglia fare di tutte le erbe un fascio e mi spiego meglio:
    1) i liquidi pronti e gli aromi prodotti e certificati in Italia, ma presumo anche all’interno della UE, sono privi di sostanze pericolose e/o vietate;
    2) i suddetti liquidi per e-cig sono ampiamente utilizzati sia in campo alimentare che farmaceutico;
    3) svapare a temperature altissime bisogna essere dei robot e sembra che lei non abbia molta dimestichezza con la materia piuttosto da l’impressione di basarsi su informazioni poco veritiere o addirittura sensazioni.

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    • Guardi, ho svapato per 5 mesi senza toccare una sigaretta ed ho seguito l’evoluzione delle sigarette elettroniche. Iniziai con una semplice ego a vattaggio fisso. Ad oggi vengono venduti delle vere e proprie vaporiere che raggiungono vattaggi elevatissimi con tutti i rischi che ne conseguono.

      In ogni caso invito chiunque legga questo articolo a non soffermarsi sulle parziali e fuorvianti considerazioni dell’autore, ma piuttosto andarsi a leggere la tabella contenuta nello studio. Vi renderete conto con i vostri occhi che le sostanze nocive contenute nella Iqos sono in percentuale minima rispetto alle sigarette tradizionali.

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  4. Pingback: IQOS? Più pericolose di quanto si pensasse | AgiVapeNews

  5. oltre al fatto di non avere illustrato i dati di confronto ha detto il falso riguarda la dichiarazione della IQOs c , per me quando si tratta di argomenti cosi importanti è bene non pubblicare articoli citando il mondo scientifico

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  6. Le resistenze sono solitamente in kanthal, lega che non è stata inventata ieri bensì utilizzata pure nei forni elettrici poiché resisterebbe bene alle temperature d’esercizio. Se così non fosse sarebbero tossici pure i cibi cotti all’interno di essi.. Qualora si utilizzassero altri materiali come l’acciaio, il titanio o il nichel queste effettivamente andrebbero usate solo con chip elettronici con controllo di temperatura che staccano l’erogazione di corrente oltre la soglia stabilita. Il punto è che spesso i venditori questo non lo sanno e rifilano coil non adeguate per l’utilizzo che se ne andrebbe a fare. Oppure vapers che rigenerano con tali metalli su box o tubi “meccanici”. Soluzioni che effettivamente potrebbero stressare sia resistenze che batterie, visto che l’erogazione viene portata al massimo.

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