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Tabacchi di nuova generazione, la Russia frena sull’etichettatura ad hoc: “Rischio ridotto non quantificabile”

iqos

Philip Morris International ha deciso di rinforzare la propria posizione commerciale in Russia, per questo motivo ha stabilito di investire nella costruzione di un centro di R&D in loco per la fabbricazione dei nuovi heatsticks. A questo piano di investimenti la multinazionale voleva vedersi rispondere dal Governo con una serie di benefit economici e fiscali, come riportato dalla lettera inviata da Calantzopoulos – CEO di Philip Morris International – a Vladimir Putin.

Al fine di raggiungere gli obiettivi di riduzione del danno grazie all’utilizzo dei prodotti a rischio ridotto, considerando anche gli ingenti investimenti che sono stati programmati, è necessario che la normativa venga migliorata (…). È inoltre necessario che venga fornito un pacchetto di benefici economici.”

Non è tardata la risposta del Governo della Federazione Russa che ha trasmesso, il 20 novembre 2016, a Philip Morris International un report il quale “dopo aver esaminato i risultati degli studi condotti dalla multinazionale sull’impatto dei sistemi di riscaldamento del tabacco sulla salute umana” afferma che “non è possibile dedurre una ferma e precisa conclusione sulla potenziale riduzione del rischio apportata da questi innovativi device rispetto al fumo di tabacco”. Inoltre, aggiunge che “sulla base del report dell’OMS realizzato a Delhi lo scorso novembre, le conclusioni riguardanti la riduzione del danno sono basate su studi finanziati dalla stessa società produttrice. (…) Il medesimo report sottolinea come non esistano prove sufficienti dei benefici dovuti all’utilizzo dei prodotti heat-not-burn. Molti scienziati pensano che questi device siano tanto dannosi quanto le sigarette tradizionali”. Quindi nel rigettare la proposta di PMI, il Governo non ha mancato di ripetere che gli unici studi obiettivi sono quelli indipendenti e che, comunque, il concetto di “riduzione del danno” è inaccettabile per i prodotti del tabacco.

La multinazionale non ha però trovato le stesse difficoltà in altri paesi, dove invece sono stati accolti i grandi investimenti che PMI ha messo in campo. È il caso dell’Italia, dove a settembre 2016 è stato inaugurato, alla presenza dell’ex Presidente del Consiglio Matteo Renzi, uno stabilimento da 600 dipendenti per produrre la nuova IQos. Dopo gli sgravi fiscali previsti dal D.lgs 188/2014, il quale stabilisce uno sconto del 50% sull’accisa prevista per i tabacchi e un complicato procedimento di equivalenza fra tabacchi di nuova generazione e sigarette, è al vaglio del Governo un decreto, elaborato di concerto fra Ministero dello Sviluppo Economico e Ministero della Salute ma non ancora emanato, per permettere l’apposizione sulle confezioni degli heatstick di un claim che ne evidenzi le caratteristiche di “prodotto a rischio ridotto”.  Risalta immediatamente la differenza di approccio dei due Governi, soprattutto se si considera che il medesimo beneficio accordato dall’eventuale decreto non sarà riconosciuto alle e-cig, per le quali secondo il Comitato Scientifico Internazionale per la Ricerca sulla Sigaretta Elettronica “è acclarata la loro validità nella lotta al tabagismo e nella riduzione dei danni causati dal fumo di sigaretta con centinaia di studi scientifici indipendenti al loro attivo mentre per il tabacco riscaldato sono pubblicati solamente studi sponsorizzati dai produttori stessi”

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