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La iQOS di Philip Morris si prepara a sbarcare negli Stati Uniti

pmiblu

A seguito degli esperimenti commerciali portati avanti in Giappone e in alcuni stati europei, Philip Morris International sta pianificando per il 2017 il lancio negli Stati Uniti della sua sigaretta di nuova generazione, che si differenzia dalle sigarette tradizionali per il riscaldamento del tabacco che sostituisce la combustione, mediante un device che ricorda la forma di una sigaretta. Una scelta commerciale annunciata dal VapingPost anche se non è ancora arrivata l’approvazione da parte della FDA (US Food and Drug Administration).

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Anche Bloomberg ha annunciato l’arrivo della iQOS negli States, scrivendo che le ricariche di tabacco verranno messe sul mercato con il brand “Marlboro” ad un prezzo uguale a quello delle loro concorrenti “vecchio stile”. Su questo punto però, sembra ci sia ancora incertezza e la rivista svizzera “Le Temps” ha infatti riportato che il nome di questo “prodotto di nuova generazione” non sarà “Marlboro” ma “Heets”, aggiungendo, al più, la dicitura “From Marlboro” al fine di rendere palese ed immediato il collegamento con il noto brand. Philip Morris intanto continua a mostrare il proprio interesse al settore delle alternative ai prodotti del tabacco: non è un caso che abbia ad esempio ideato un ulteriore device, il P3L, che prevede il riscaldamento di una sostanza ottenuta mescolando la nicotina all’acido lattico. Il primo test realizzato su questo nuovo prodotto è stato realizzato in Nuova Zelanda, dove è stato accolto positivamente ed ha aperto la strada per il prossimo esperimento su fumatori da realizzare negli Stati Uniti. Diversa la situazione in Giappone, dove la iQOS, anche forse per la mancanza di una regolamentazione specifica (iQOS viene assimilata alle pipe per il processo di riscaldamento delle foglie di tabacco) ha riscontrato mercato e consenso. I dati dicono che, a tre mesi dall’introduzione sul mercato giapponese, la iQOS rappresentava già il 3% delle vendite di prodotti del tabaccoPMI ha investito 3 miliardi di dollari nella produzione di alternative alle sigarette tradizionali e auspica che le entrate raggiungano 1,2 miliardi di dollari entro il 2020, in parallelo si è posta l’obiettivo di produrre 32 milioni di dispositivi iQos destinati alla distribuzione relativa all’anno 2017. Tuttavia, come detto, non è ancora arrivata l’autorizzazione della FDA il che potrebbe – qualora arrivasse – permettere alla Philip Morris di vendere il nuovo prodotto come una alternativa meno dannosa rispetto alle sigarette tradizionali. È evidente come un siffatto risultato possa essere, quantomeno, originale visto che la stessa Autorità americana ha demonizzato le sigarette elettroniche per la presenza di nicotina, mentre questo nuovo prodotto contiene tabacco.

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