Policy/Rassegna

Il marketing nei punti vendita: poca uniformità di regole in Europa

ecig vs tpd

Un recente studio di E-cig Intelligence ha analizzato le normative riguardanti il Point of Sale (POS) marketing – la promozione all’interno dei punti vendita – dei sei principali mercati europei: Germania, Francia, Regno Unito, Italia, Polonia e Paesi Bassi e i risultati evidenziano che le imprese del mondo dello svapo lottano quotidianamente contro una regolamentazione europea estremamente frastagliata. Un esempio, in Italia sembra essere consentita la pubblicità, compresa la distribuzione di campioni gratuiti, all’interno di ogni tipo di punto vendita autorizzato, mentre in Francia e in Polonia, unici paesi in Europa in cui accade, è consentito promuovere i prodotti anche all’esterno degli shop specializzati. D’altra parte, ora che la Direttiva sui prodotti del tabacco (TPD) vieta ogni tipo di pubblicità transfrontaliera, oltre che comunicazioni promozionali on-line e nelle trasmissioni televisive, è divenuto più importante che mai la promozione all’interno dei punti vendita. Ma in che modo? 

Leggi anche: L’applicazione fumosa delle norme della TPD. Per le e-cig nuovi stalli e incertezze

Come suggerisce il report di E-cig Intelligence, assisteremo forse nel prossimo futuro allo sviluppo di nuovi strumenti comunicativi, anche mediante l’aiuto della tecnologia e di innovativi canali di marketing: dagli schermi digitali al posto dei classici manifesti cartacei, al location-based marketing, che permetterà di creare attività promozionali diverse anche sulla base della geo-localizzazione del target e di sviluppare dunque strategie comunicative in modo maggiormente efficace. La situazione è complessa, non c’è dubbio. Così come indubbio è il fatto che produttori e rivenditori che operano in diversi mercati, sono oggi costretti a districarsi e confrontarsi con molteplici regolamenti nazionali che possono penalizzare lo sviluppo del proprio business e dunque del mercato del vaping. Le piccole realtà soprattutto, risentono e risentiranno di queste differenze e, talvolta, contraddizioni, per oggettive difficoltà nel far fronte, con le proprie risorse, alle diverse normative degli Stati membri. Ma anche i grandi marchi non restano indenni da queste problematiche, ad esempio per l’impossibilità di campagne promozionali coerenti su scala europea. Un panorama maggiormente armonizzato e logico su tutto il territorio comunitario è quanto dunque auspica E-cig Intelligence e, potremmo aggiungere, non solo in termini di promozione.

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