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Si alzano le polemiche contro la poca trasparenza dell’OMS alla settima Conferenza sul Tabacco

COP 7 FCTC

Come riporta Firstonline, dal Regno Unito si riapre il dibattito sul reale valore delle sigarette elettroniche nella lotta al tabagismo. Mark Pawsey, membro del Parlamento del Regno Unito e Presidente del Gruppo Parlamentare Interpartitico sulle E-cig, affermando che “milioni di persone stanno smettendo di fumare grazie alle sigarette elettroniche” è critico nei confronti delle posizioni fortemente restrittive assunte dall’OMS nei confronti del vaping.

Della stessa opinione è David Williams, Presidente di Taxpayers Protection Alliance, che nello stigmatizzare l’eccesso di zelo normativo richiesto dall’OMS prevede un indiretto effetto favorevole nei confronti delle sigarette tradizionali anziché incoraggiare i fumatori a passare ai prodotti a rischio ridotto. Tuttavia, l’OMS per via del direttore generale Margaret Chan ribadisce il suo invito ai governi di bandire le sigarette elettroniche o i sistemi a rilascio di nicotina, basandosi sul fatto che solo pochi dei tanti marchi presenti sul mercato sono stati analizzati. A contrastare l’OMS un autorevole parte del mondo scientifico che vede nelle e-cig un metodo per arginare il problema sanitario mondiale causato dal tabacco. Lo studio pubblicato, nel 2015, da Public Health England sostiene la minore nocività delle sigarette elettroniche rispetto al fumo di tabacco, “le e-cig non sono completamente esenti da rischi, ma rispetto al fumo di tabacco le prove dimostrano che provocano danni in maniera molto ridotta” dichiara Kevin Fenton, Direttore del reparto Salute e Benessere presso il Public Health England. Si aggiunge a questa tesi la nuova relazione – “Nicotine without smoke: tobacco harm reduction” pubblicata ad Aprile 2016 – del Royal College of Physicians che nello smentire l’effetto gateway delle sigarette elettroniche afferma come queste debbano essere considerate come un modo per smettere di fumare, tuttavia riconosce “la possibilità che l’uso della e-cig risulti in qualche modo nociva nel lungo termine, ma è probabile che sia molto ridotta e sostanzialmente inferiore agli effetti del fumo di tabacco”. Anche in Italia già nel 2014 si erano levate critiche nette nei confronti dell’OMS con una lettera firmata da più di 50 scienziati europei e americani a favore della sigaretta elettronica, tra questi l’ex Ministro della Sanità Umberto Veronesi – che ha recentemente aderito al Comitato Scientifico internazionale a sostegno della sigaretta elettronica costituito con l’appoggio della Lega Italiana Anti Fumo (LIAF) – il quale ha ribadito di “non criminalizzare la sigaretta elettronica con allarmi e divieti basati su supposizioni, ma al contrario promuoverne lo studio scientifico e l’utilizzo nella lotta al cancro e alle malattie cardiovascolari”.

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