Esteri/Policy

UK, notizie rassicuranti dall’Ufficio Parlamentare per la Scienza e la Tecnologia

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Dal Regno Unito arriva una nuova fotografia sul mercato e sulla regolamentazione delle sigarette elettroniche e a scattare l’istantanea è l’ufficio per la scienza e la tecnologia del Parlamento britannico, un organo imparziale che fornisce analisi scientifiche al fine di informare i membri del Parlamento ed i Lords nelle loro funzioni istituzionali.
Il ritratto che ne esce è quello di un mercato in continua crescita – con già 3 milioni di svapatori nel Regno Unito – e dominato da piccole imprese, nonostante la presenza delle multinazionali del tabacco. Il POST – Parliamentary Office for Science and Technology – nell’aggiornare il report datato Gennaio 2014, riporta dati positivi sull’utilizzo delle e-cigs riconoscendole come meno dannose del tabacco, come un aiuto per i fumatori intenzionati a smettere di fumare e come strumenti che non incoraggiano ad iniziare i non-fumatori e minori. Non solo, ma l’ufficio britannico sottolinea come la legislazione europea, introducendo l’equiparazione tra le sigarette elettroniche e i prodotti assimilati al tabacco, produce non poche incertezze applicative da parte dei singoli Stati Membri.

Un tesoro da 9.5 miliardi di sterline. Questo il valore del gettito fiscale derivante dal tabacco, che però sembra non influenzare la politica anti-tabagismo del Governo inglese che punta nella direzione di sostituire le sigarette tradizionali con prodotti meno dannosi. La ricerca evidenzia come le e-cigs siano un’alternativa sempre più popolare tra i sudditi di Sua Maestà: il 98% dei vapers inglesi ha, o ha avuto a che fare con le sigarette tradizionali. Quindi, non è un caso che il mercato britannico sia il secondo – dopo quello statunitense – per giro d’affari e che le vendite siano cresciute da 25 milioni ai 459 milioni di sterline tra il 2011 e il 2014. Sono numeri che fanno gola alle multinazionali del tabacco che, anche se fino ad oggi non sono riuscite a conquistare il predominio, stanno continuamente affermando la loro presenza anche mediante l’acquisizione di piccole realtà imprenditoriali.

Benefici e rischi per la salute, percezioni diverse ma nessuna conferma sui danni da vapore. Il popolo britannico è diviso sulla percezione relativa ai rischi potenziali delle sigarette elettroniche: a quanto riporta il documento del Parliamentary Office for Science and Technology, il 25% degli inglesi pensa che il vapore sia rischioso quanto il fumo da sigaretta, ma tale percezione diminuisce sensibilmente tra i fumatori che hanno provato a svapare. Messe da parte le convinzioni personali, ciò che emerge dagli studi scientifici fatti propri dall’ufficio parlamentare è che, allo stato attuale, i livelli di tossine e contaminanti presenti nel vapore inalato non comportano consistenti rischi per la salute. Si sono registrate potenziali infiammazioni alle vie respiratorie, ma non c’è certezza di un serio rischio per le persone, anche se, naturalmente, si dovranno continuare a monitorare – secondo lo studio, riportato dal POST, del Tobacco Advisory Group of the Royal College of Physicians 
- gli effetti delle e-cigs.

Sigarette elettroniche come strumento per smettere di fumare. L’indagine dell’Action on Smoking and Health – ASH factsheet: Smoking Statistics – ha rilevato che 2 fumatori su 3 vorrebbero smettere, in questa situazione emergono le e-cig come terapia principale e maggiormente popolare (in confronto alle gomme e ai cerotti alla nicotina). Il documento risponde a coloro i quali esprimono preoccupazioni circa il potenziale effetto gateway delle sigarette elettroniche: non ci sono prove che confermino queste ipotesi. Anzi, mentre l’uso delle sigarette elettroniche aumenta, la prevalenza dell’utilizzo del tabacco diminuisce. Inoltre, le e-cigs non sono utilizzate regolarmente dai non fumatori. I prodotti correlati al tabacco – tra cui le e-cigs secondo la normativa vigente – sono regolati dalla Direttiva sui prodotti del tabacco, tuttavia nel Regno Unito c’è la possibilità di ottenere la licenza di prodotto medicinale da parte della MHRA – Medicines and Healthcare Products Regulatory Agency – a condizione che i produttori forniscano prove sulla sicurezza ed efficacia del prodotto in qualità di strumento per smettere di fumare. Attualmente solo una sigaretta elettronica – prodotta da una controllata della British American Tobacco – possiede la licenza di prodotto medico, e in quanto tale non è sottoposta alla normativa europea. Il Parliamentary Office for Science and Technology nota, però, che le e-cigs possiedono valore attrattivo nei confronti degli svapatori in quanto tali e non perché considerate un prodotto medico.

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