Policy/Salute

L’applicazione fumosa delle norme della TPD. Per le e-cig nuovi stalli e incertezze

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Il tanto atteso 20 maggio è arrivato, tabacco e sigarette elettroniche avranno da oggi nuove regole in tutti i paesi dell’UE, ma non è proprio così.

Mentre l’Italia come sappiamo ha recepito la Direttiva Europea 2014/40 (TPD II) sui prodotti del tabacco con il Decreto Legislativo 6/2016 entrato in vigore il 2 febbraio 2016 con applicazione delle norme a decorrere proprio dal 20 maggio 2016, in oltre la metà delle nazioni coinvolte ancora non è dato sapere quando accadrà lo stesso.

Ma veniamo alle nuove regole. Per il tabacco i cambiamenti più significativi riguardano la soppressione dei pacchetti da 10, l’obbligo di apposizione di avvertenze sanitarie e di immagini shock che coprano almeno il 65% della superficie del pacchetto, l’eliminazione dal commercio delle confezioni di tabacco trinciato inferiori ai 30g, il divieto di utilizzo del mentolo a partire dal 2020 e, entro il 20 maggio 2019, un nuovo sistema di tracciabilità delle sigarette che garantisca un maggiore monitoraggio della filiera.

Per le sigarette elettroniche una delle principali novità riguarderà il divieto quasi totale di fare pubblicità: non sarà più possibile effettuare comunicazioni commerciali in radio, in tv, sulla carta stampata (ad eccezione di quella specializzata), su internet. E allo stesso modo, sarà vietato sponsorizzare eventi con portata transfrontaliera.

Su questo punto Valerio Forconi, responsabile per l’Italia delle Relazioni Istituzionali di Fontem Ventures (la controllata di Imperial Tobacco che produce il marchio blu) dichiara: “sembra esserci un contrasto tra la regolamentazione introdotta e le evidenze scientifiche provenienti sia da enti indipendenti che da autorità governative che dimostrano la minore tossicità delle sigarette elettroniche. Il Ministero della Salute UK ad esempio, che le ha recentemente dichiarate “meno dannose del 95% rispetto alle sigarette tradizionali” o il Royal College of Physicians che ha ufficialmente incoraggiato a usare le e-cig per abbandonare il fumo. In questo scenario, una regolamentazione così stringente – conclude Forconi – che vieta la pubblicità e l’informazione ai fumatori che potenzialmente potrebbero passare ad un’alternativa meno dannosa, sembrano una grande contraddizione”.

Ma la Direttiva europea va oltre la pubblicità, per i produttori il più complesso adempimento sarà quello relativo al sistema delle notifiche: tutte le aziende che vorranno immettere un nuovo prodotto sul mercato europeo dovranno notificarlo con 6 mesi di anticipo. La notifica verrà effettuata su un portale comune europeo (Common Entry Gate) attraverso un format comune. Format e portale sono stati istituiti dalla Commissione Europea, ma oggi, il 20 maggio appunto, non sono ancora operativi.

Massimiliano Mancini, presidente di Anafe denuncia a questo proposito un nuovo momento di stallo e incertezza per gli operatori del settore. “L’ennesimo, questa volta proveniente dall’Europa. Come produttori ci siamo organizzati con largo anticipo, non abbiamo mai condiviso molte delle nuove imposizioni previste dalla TPD soprattutto perché nascevano dal solito e incomprensibile errore di essere state inserite nella direttiva che non dovrebbe riguardarci, quella del tabacco. Ma ci siamo adeguati e organizzati, con ingenti sforzi economici e umani” spiega Mancini. “Questo sistema di notifiche è estremamente complesso, equivale per noi associati alla richiesta di scalare una montagna, ma cosa scopriamo oggi? Che l’Europa, che doveva darci gli strumenti per farlo, non si è mossa e che le regole che ha istituito non sono, al momento, applicabili”. E conclude: “Non vorremmo trovarci a dire nei prossimi mesi che l’avevamo detto, ma molti di noi hanno nuovi prodotti da lanciare sul mercato dopo il 20 novembre 2016 (termine ultimo dello smaltimento scorte dei prodotti non compliant, ndr), aspetta solo di notificarli, ma fino a che non potrà, non potrà nemmeno pianificare la produzione”.

3 thoughts on “L’applicazione fumosa delle norme della TPD. Per le e-cig nuovi stalli e incertezze

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