Prodotti/Rassegna

Con il fumo elettronico salve 19 mila vite ogni anno

Se ne è parlato in occasione del congresso della Società Italiana di Tabaccologia. Se il 50% dei fumatori passasse alla sigaretta elettronica di nuova generazione, risparmi per quasi 2 miliardi.

Qualcosa come 19 mila vite umane salvate ogni anno, se solo la metà degli attuali fumatori passasse alla sigaretta elettronica e un risparmio di quasi due miliardi di costi sanitari. È il dato emerso dal Congresso della Società italiana di tabaccologia, che ha auspicato anche un aumento delle tasse sul tabacco, per destinare i fondi ai servizi sul tabagismo. Adesso c’è la conferma scientifica: uno studio sull’uso assistito della sigaretta elettronica nella riduzione del danno da tabagismo, ha dimostrato che l’uso della sigaretta elettronica, supportato e gestito in ambito sanitario da un’equipe che affianca il fumatore può essere uno strumento utile per ridurre il danno sull’apparato respiratorio dei fumatori che, pur non essendo disposti a smettere di fumare, desiderano migliorare il loro stato di salute. Un’indagine che ha coinvolto fumatori, maschi e femmine, dai 35 ai 60 anni, con consumi di sigarette superiori alle 15 al giorno, e tutti decisi a non smettere di fumare, ha dimostrato che dopo quattro mesi la metà di loro fumava solo sigarette elettroniche, circa un quarto ha ridotto a cinque le sigarette, alternandole a quella elettronica, mentre il rimanente 26 per cento ha continuato a fumare sigarette. Soprattutto: gli svapatori e i “fumatori misti” avevano valori di CO espirato significativamente più basso, raggiungendo livelli vicini a quelli normali (0,3-05%) presenti nei non fumatori.

Giornale di Vicenza

La sigaretta elettronica si è quindi dimostrata uno strumento utile per avvicinare i fumatori definiti “irraggiungibili”, quelli che non hanno nessuna intenzione di smettere di fumare. La sigaretta elettronica potrebbe eliminare quasi del tutto il rischio di contrarre il cancro. L’International Agency for Research on Cancer ha stabilito dodici azioni che ogni cittadini europeo dovrebbe seguire per non ammalarsi di tumore. La regola numero uno è non fumare e non fare uso di tabacco. La numero due è non fumare in casa e sostenere politiche di controllo del tabagismo di lavoro. Secondo il Ministero della Salute, i decessi attribuibili al tabacco nel nostro paese sono circa 80 mila all’anno: il 48 per cento attribuibili a patologie oncologiche, il 25 a patologie cardiache, il 17 a patologie respiratorie croniche e il 10 per cento ad altre patologie. Secondo un’indagine condotta da Doxa-ISS, il 45 per cento ritiene che i vaporizzatori possano essere uno strumento utile per smettere di fumare. Da quando le sigarette elettroniche sono state introdotte sul mercato il 18.8 per cento dei fumatori le utilizza regolarmente, il 41.8 per cento ha ridotto il numero di sigarette fumate, mentre uno su quattro sembra non aver modificato le proprie abitudini. Fondamentale per smettere di fumare rimane seguire un percorso assistito.

Una ricerca dell’Università di Napoli, inoltre, dimostra che la sigaretta elettronica può essere più pura… dell’acqua. I ricercatori dell’Università Federico II hanno potuto costatare che 1 ml al giorno di liquido contenuto nelle sigarette elettroniche contiene 0,12 microgrammi di piombo e 1,1 microgrammi di cromo. Si tratta di metalli pesanti, inevitabili fonti di problemi per la salute dell’uomo. E il confronto con l’acqua è bell’e fatto: la Direttiva Europea 98/83/CE dichiara che 1000 ml al giorno di acqua portano con sè 50 microgrammi di piombo e 50 microgrammi di cromo. Insomma i liquidi Puff per sigaretta elettronica, utilizzati per lo studio, risultano 400 volte più puri. Forse sono prodotti con una storia troppo breve per avere un ruolo chiave sul mercato o forse sono troppo avanti perché il mercato del tabacco e quindi i monopoli accettino la sfida. Ma gli elementi che giocano a favore della sigaretta elettronica sono importanti, sono validi, sono evidenti. Saperne di più fa bene a tutti, a chi fuma in modo tradizionale, a chi ha cambiato e a chi ci ha provato.

L’azienda SET Srl, titolare del marchio Puff Cigarette, è stata scelta come fornitore ufficiale dei device elettronici per la ricerca “Studio assistito sull’uso della sigaretta elettronica (e-cig) nella riduzione del danno da tabagismo”. Poiché la comprensione dei livelli di tossicità della sigaretta elettronica è centrale e l’attuale letteratura internazionale si propone in maniera articolata e non sempre coerente, l’azienda fornisce i dati tecnici relativi ai prodotti forniti. Device fornito per la sperimentazione chiamato “Avatar”: batteria da 550 mAh/3,9 V, Watt: 7,8, cartomizzatore resistenza 2,2 ohm, capacità serbatoio 1,5 ml, conformità Europea certificata a garantire una buona continuità di uso e la temperatura di evaporazione conferma che non vi è combustione di prodotti. Liquidi forniti, denominati “Puffit”: come per tutte le e-cig, è presente glicole propilenico: grado purezza USP; glicerolo vegetale: grado purezza USP, acqua deionizzata. Gli aromi sono prodotti da aziende italiane, in conformità normative italiane ed europee 1334/2008. La nicotina è in grado purezza USP/EP. La determinazione del titolo di nicotina su ogni singolo lotto avviene in laboratorio attraverso metodo analitico validato da Accredia secondo la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025:2005 “Requisiti generali per l’accreditamento dei laboratori di prova e taratura” con numero di Accreditamento 0729. La produzione avviene in Camera bianca ad ambiente ed atmosfera controllata con certificazione ISO 9001:2008 – TUV. Sono state fornite ricariche da 4-8-16 mg., in funzione delle richieste degli sperimentatori.Valutazioni tecniche sulla tossicità: sui liquidi sono state effettiate analisi su ogni singolo prodotto per la determinazione della nicotina e la ricerca di IPA e metalli pesanti, benzeni e glicoli. Sull’evaporatore del device Avatar sono state effettuate analisi HPLC-DAD/HS-GC MS/ICP-OES.I risultati delle analisi sui metalli pesanti hanno dimostrato che non sono presenti prodotti di degradazione del glicerolo al di sopra dei LOD della tecnica utilizzata e i risultati ottenuti sull’evaporato sono comparabili con l’evaporato della soluzione fisiologica di confronto. Non sono emerse positività sulla presenza di contaminanti della base glicolica nell’evaporatore del liquido. La sigaretta elettronica presenta quindi una tossicità trascurabile o comunque estremamente inferiore alla tossicità delle normali sigarette.

Fonte: Il Giornale di Vicenza

3 thoughts on “Con il fumo elettronico salve 19 mila vite ogni anno

    • Gianluca basta non superare i 280°C. Con la stragrande maggioranza delle sigarette elettroniche in commercio, questa temperatura è difficilissima da superare.
      Oltre al fatto, che stiamo parlando di una sostanza tossica contro più di 4600 presenti nella combustione del tabacco. Se sei un non fumatore, basta che non usi nemmeno l’elettronica, se invece fumi, è davvero indispensabile toglierne 4600 al posto di 4599?

      Mi piace

  1. Pingback: Con il fumo elettronico salve 19 mila vite ogni anno — AgiVapeNews | svapoecig

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...