Esteri

Regno Unito: comunità scientifica perplessa sui prodotti a base di tabacco “riscaldato”

agivape

In Gran Bretagna, il paese europeo forse più incline e favorevole all’uso delle e-cig visto che lo scorso anno le ha “sdoganate” attraverso l’agenzia sanitaria britannica Public Health England che le ha dichiarate con un tasso di pericolosità del 95% inferiore rispetto al tabacco, è stato ipotizzato per il futuro che il Servizio Sanitario Nazionale Britannico potrebbe prescrivere le sigarette elettroniche come aiuto per smettere di fumare e forse anche in ragione di questo il dibattito sullo svapo elettronico è piuttosto acceso e continua ad occupare le pagine della stampa nazionale.

Lo tesso discorso sembra non valere per i prodotti cd. di nuova generazione: proprio oggi, l’autorevole quotidiano britannico The Times ha analizzato un’altra faccia della questione relativa alle alternative al fumo tradizionale, quella dei prodotti senza combustione. Lo ha fatto con un titolo, ed un’affermazione, inediti: “le sigarette ‘sicure’ confondono i fumatori che stanno cercando di smettere”. E ha riportato l’avvertimento di alcuni esperti secondo cui le aziende produttrici di tabacco rischiano di minare il passaggio verso lo svapo mostrando le “sigarette senza fumo” come un’alternativa sicura.

Il riferimento è ad aziende, come Philip Morris, che stanno producendo e predisponendo alla vendita prodotti simili alle sigarette che, secondo i produttori, sarebbero il 90% meno dannose, perché il tabacco in esse contenuto non è bruciato ma riscaldato.

Gli “heat sticks” brandizzati Marlboro, ricorda il Times, sono stati testati al mercato italiano (per adesso solo Milano, ndr), svizzero e giapponese e saranno probabilmente commercializzati anche in Gran Bretagna come alternativa alle sigarette elettroniche per i fumatori che non vogliono rinunciare al gusto del tabacco.

Gli esperti di salute pubblica citati dal Times temono che questi prodotti possano causare confusione tra i fumatori, offuscando la distinzione sigarette elettroniche (prive di tabacco) e fumo tradizionale e paventano la possibilità che questa confusione possa incoraggiare un giro di vite del governo sullo svapo a beneficio delle sigarette tradizionali. Un’ipotesi che al Times sembra apparire più plausibile dopo Philip Morris avrebbe sollecitato il Tesoro in Gran Bretagna a tassare le sigarette elettroniche.

Sul Times anche le parole di André Calantzopoulos, amministratore delegato di Philip Morris International, che ha dichiarato: “Il nostro obiettivo è quello di guidare uno sforzo su larga scala per garantire che i prodotti a rischio ridotto, alla fine, sostituiscano le sigarette a vantaggio dei fumatori adulti, della società, della nostra azienda e dei nostri azionisti”.

Anche British American Tobacco viene citata sul Times per essere una delle multinazionali del tabacco al lavoro sullo sviluppo di prodotti concorrenti che utilizzano un elemento riscaldante per riscaldare il tabacco senza farlo bruciare, con lo stesso scopo di prevenire il cancro causato da molte delle sostanze rilasciate dalla combustione.

Ma le evidenze scientifiche riportate da queste aziende non sono ancora state verificate da organismi indipendenti e Simon Capewell, uno dei principali esponenti della Faculty of Public Health, ha dichiarato al Times: “Non ci sono prove di pericolo ridotto con l’utilizzo di tabacco riscaldato, o che siano efficaci nell’aiutare le persone a smettere di fumare. Per questo non sosteniamo l’industria del tabacco nel tentativo di suggerire che il tabacco riscaldato sia meno dannoso delle sigarette”.

E anche Robert West, direttore degli studi di tabacco presso l’University College di Londra, ha affermato: “I produttori credono che ai fumatori piaccia il gusto del tabacco, ma l’esperienza dell’e-cigarette è soprattutto per chi vuole allontanarsi da quel sapore”.

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