Policy/Salute

“Volete salvare vite? Non regolamentate le sigarette elettroniche!”

vaping

Con questo titolo comincia l’ultimo articolo sull’argomento pubblicato dal Washington Examiner

Il fumo negli Stati Uniti uccide quasi mezzo milione di persone ogni anno e i prodotti alternativi come le sigarette elettroniche hanno aiutato molte persone ad abbandonare il vizio del fumo. Quindi perché, si chiede la giornalista Michelle Minton, queste controversie legate allo svapo? E prova a darsi, e a dare al pubblico americano di lettori, alcune risposte.

Individua una delle ragioni in un recente studio che mostrerebbe che i fumatori che utilizzano la sigaretta elettronica hanno meno probabilità di smettere di fumare. Uno studio che ha ricevuto un’attenzione mediatica considerevole, incoraggiando molti attivisti della salute pubblica a rivolgersi ai governi per reprimere le sigarette elettroniche e renderne più difficile l’acquisto e l’utilizzo. E questo, citiamo il Washington Examiner, “avrebbe conseguenze disastrose per la salute pubblica”.

Tuttavia, lo studio risulta gravemente lacunoso. Pubblicato sul “Lancet Respiratory Medicine” nel mese di gennaio, è stato ampiamente criticato all’interno della comunità accademica. “Non è scientifico“, “è grossolanamente fuorviante” e “è un grande fallimento del sistema di peer review” sono alcuni dei commenti arrivati da esperti del campo dello stop al fumo. Ma come hanno fatto gli autori ad arrivare alle conclusioni pubblicate sul Lancet? A quanto risulta gli autori avrebbero semplicemente analizzato i risultati di 38 studi precedenti e concluso che gli utilizzatori di sigarette elettroniche avevano il 28% di probabilità in meno di smettere di fumare, basandosi però su un campione di utilizzatori che usavano sì sigarette elettroniche, ma senza distinguerli tra chi lo faceva per smettere di fumare e chi senza questo intento. Eppure, uno degli studiosi coinvolti nella meta-analisi, Ann McNeil del National Addiction Centre, ha dichiarato che l’utilizzo della ricerca è stato inappropriato e che i risultati dovrebbero essere respinti.

In effetti, numerose ricerche hanno rilevato che le sigarette elettroniche sono almeno altrettanto utili per aiutare a smettere di fumare delle altre terapie sostitutive alla nicotina. Uno studio pubblicato sulla rivista Addiction nel 2014 ha rilevato che i fumatori che cercano di smettere sono stati per il ​​60% più vicini a riuscirci se hanno usato le sigarette elettroniche, rispetto a chi ha provato a smettere da un giorno o ad affrontare una terapia di sostituzione della nicotina.

Altri studi hanno anche scoperto che le e-cig e-sono molto meno dannose rispetto alle sigarette. Ad esempio, una indagine indipendente commissionata dal Public Health England pubblicata nell’agosto 2014 ha mostrato che le sigarette elettroniche sono meno dannose per almeno il 95 per cento rispetto alle sigarette tradizionali. Gli ha fatto eco l’ex Chirurgo Generale degli Stati Uniti Dr. Richard Carmona, che ha scritto: “Sulla base di quello che sappiamo oggi, vi è un ampio consenso sul fatto che l’uso di e-cig è molto più sicuro del fumo di sigaretta“. Anche Mitch Zeller, punto di riferimento per il tabacco della FDA, ha affermato: “Se riuscissimo a ottenere che tutte quelle persone che fumano passino completamente dalle loro sigarette alle sigarette non combustibili, sarebbe un bene per la salute pubblica”.

Purtroppo, continua l’articolo, i funzionari statali sono alla ricerca di modi per rendere più difficile il passaggio alle sigarette elettroniche. Questo mese, una commissione della Camera ha infatti approvato una proposta che aggiungerebbe le sigarette elettroniche al divieto di fumare nazionale sugli aerei.
Inoltre, l’Ufficio di Management e Bilancio americano sta rivedendo una proposta di regolamentazione che consenta alla Food and Drug Administration (FDA) di regolare le sigarette elettroniche (che ovviamente non contengono tabacco), come prodotti del tabacco. La nuova regolamentazione richiederebbe l’approvazione da parte della FDA per i “nuovi” prodotti da svapo prima del lancio sul mercato, mentre sarebbe prevista l’esenzione per i prodotti venduti prima del 2007. La sigaretta elettronica, entrata nel mercato solo nel 2007, dovrà quindi affrontare un processo di regolamentazione talmente costoso e oneroso che pochi, in quel caso, lo sosterrebbero prima di rientrare sul mercato; probabilmente, lo farebbero solo i marchi di proprietà di grandi multinazionali, che oltretutto saranno più costosi. Le grandi aziende produttrici di tabacco, di fronte a una forte concorrenza da quando le sigarette elettroniche sono entrate nel mercato, probabilmente in cerca di questa rinnovata protezione dei loro marchi costituiranno un potente cartello, “ma per i consumatori” prevede la giornalista Michelle Minton, “sarà una significativa battuta d’arresto“.

Mentre i timori sui minori e i non fumatori che diventano involontariamente dipendenti dalla nicotina attraverso le e-cig sono comprensibili, ci sono modi migliori per affrontare questi problemi di regolamentazione di un prodotto che può aiutare le persone a smettere di fumare, la principale causa di morti evitabili da sempre. Come hanno scritto i ricercatori Konstantinos Farsalinos e Riccardo Polosa nel loro studio sulla sicurezza delle sigarette elettroniche, i prodotti da svapo “rappresentano una opportunità storica per salvare milioni di vite umane e ridurre in modo significativo il peso delle malattie legate al fumo in tutto il mondo“.

È quindi necessario non perdere questa opportunità, e non approvare una regolamentazione irresponsabile e pesante.

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