Policy/Prodotti

M5S, stop a e-cig fuori norma su siti extra UE. Roccatti, Anafe: Online sì, ma rispetto delle regole

Interrogazione Crippa

Qualità, concorrenza, trasparenza nella vendita al dettaglio di sigarette elettroniche tramite il mercato online. Sono queste le richieste al Governo, in particolare al Ministero dello Sviluppo Economico, presentate in un’interrogazione dal deputato del MoVimento 5 Stelle Davide Crippa, controfirmata dai colleghi di partito Gallinella, Cariello e Da Villa. La risposta del Governo è attesa presso la commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati, che tra le proprie competenze annovera quelle relative al commercio al dettaglio e la tutela del consumatore.

L’atto presentato dal parlamentare piemontese riguarda i prodotti di dichiarata provenienza extra UE, in particolar modo cinese, distribuiti da siti di e-commerce come aliexpress.com (che offre tra i propri prodotti anche device e liquidi per sigarette elettroniche), i quali “non prevedono al loro interno che i venditori rispettino o meno gli standard europei di sicurezza, non riportando la marcatura CE, cioè la dichiarazione obbligatoria, rilasciata dal fabbricante di un prodotto regolamentato nell’Unione europea, che il prodotto in questione sia conforme ai requisiti di sicurezza previsti dalle direttive applicabili”.

Tale circostanza, secondo i parlamentari, si rivela decisamente pericolosa soprattutto per la categoria potenzialmente più fragile, quella dei minori. In materia di e-cig viene specificato che:

il nostro Paese ha una propria regolamentazione circa i liquidi delle sigarette elettroniche che detta in maniera chiara le disposizioni da seguire per la commercializzazione in Italia;

nel febbraio 2010 il Ministero della salute italiano, con nota protocollata DGPREV 0006710-P-11/02/2010, relativa all’etichettatura di preparati contenenti nicotina e sostanze pericolose (riportate nelle direttive 2001/95/CE e 1999/45/CE, adottate con decreto legislativo n. 52 del 1997) in base ai criteri richiesti dal decreto ministeriale, del 28 aprile 1997 e suoi aggiornamenti, ha chiesto a tutti i produttori di sigarette elettroniche di evidenziare su tutti i prodotti, la concentrazione di nicotina e, in caso di sua presenza, di apporre i necessari simboli di tossicità richiedendo inoltre di evidenziare la frase «Tenere lontano dalla portata dei bambini» su tutti i prodotti posti in vendita;

i flaconi prodotti in Italia e regolarmente in commercio nel nostro Paese devono essere dotati di chiusura di sicurezza a prova di bambino, devono riportare la avvertenza di rischio tanto sulle etichette quanto sui foglietti illustrativi e devono riportare tutte le indicazioni utili per un uso consapevole della sigaretta elettronica”.

L’on. Crippa infine richiede al Ministro dello Sviluppo Economico Guidi:

  • se il Ministro interrogato sia al corrente dei fatti in premessa;
    per quale motivo tale pratica sia tollerata, nonostante questa sia a da avviso degli interroganti una palese operazione su scala mondiale di contraffazione «trasparente»;
  • se i prodotti siano stati verificati e definiti conformi ai requisiti di sicurezza previsti dalle direttive europee;
  • se il Governo si stia adoperando, insieme ai Governi europei, per un censimento e una verifica dei centri di immagazzinamento e distribuzione europei e italiani di tali piattaforme e-commerce e se si stiano verificando qualità, provenienza di tali prodotti e conformità alle norme del percorso degli stessi, con l’esclusione o meno della violazione delle leggi doganali oggi vigenti.

Il vice-presidente di ANAFE, Umberto Roccatti, è intervenuto sull’argomento dichiarando: “Dovrebbe essere attuata puntualmente da parte delle competenti Autorità la verifica del marchio CE su tutti i prodotti elettronici, corredati dalla relativa documentazione comprovante i test di conformità, altrimenti la mera applicazione di un simbolo potrebbe risultare fuorviante e rappresentare un chiaro esempio di concorrenza sleale”.

L’interrogazione chiede quindi al Ministro competente se sia al corrente dei fatti esposti, per quale motivo tale pratica sia tollerata (nonostante questa sia a da avviso degli interroganti una palese operazione su scala mondiale di contraffazione «trasparente»), se i prodotti siano stati verificati e definiti conformi ai requisiti di sicurezza previsti dalle direttive europee, se il Governo si stia adoperando, insieme ai Governi europei, per un censimento e una verifica dei centri di immagazzinamento e distribuzione europei e italiani di tali piattaforme e-commerce e se si stiano verificando qualità, provenienza di tali prodotti e conformità alle norme del percorso degli stessi, con l’esclusione o meno della violazione delle leggi doganali oggi vigenti.

L’AD di Puff Cigarettes quindi conclude auspicando “che le autorità intervengano in modo incisivo su tali pratiche commerciali che violano le più basilari regole in vigore nell’Unione Europea. Ciascun operatore economico ha il sacrosanto diritto di offrire i propri prodotti on-line, ma ha il relativo dovere di rispettare le normative del mercato di destinazione della merce”.

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