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Imposta e-cig, entrate per soli 5 milioni

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Busin (Lega Nord): “Scelte del MEF dissennate e autolesioniste”

Nel corso delle audizioni parlamentari in vista dell’approvazione del poi D.lgs. 188/2014, che ha stabilito un’imposta di consumo sui liquidi da inalazione con e senza nicotina, ANAFE Confindustria (l’associazione che riunisce i produttori di e-cig e liquidi) stimò in circa €11 milioni le possibili entrate derivanti da una tassazione eccessiva quale quella pianificata dal decreto in questione, poi fissata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (in maniera da più parti definita come “discrezionale”) in € 3,73 più il 22% di IVA. La relazione tecnica di accompagnamento al decreto parlava invece di oltre 150 milioni di euro quali proventi derivanti dai liquidi di inalazione.

Ma la stima di ANAFE si è mostrata sin troppo ottimista. Nella risposta ad un interrogazione a risposta scritta presentata dall’on. Filippo Busin (Lega Nord) il MEF ha infatti certificato il fallimento delle proprie scelte normative. Le entrate derivanti dall’imposta di consumo sui liquidi da inalazione per il 2015 ammontano infatti a € 5.176.352, meno quindi di un ventesimo rispetto a quanto previsto.

20160225-Q.T

Nella risposta il MEF, attraverso le parole redatte dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, cerca una giustificazione nei recenti interventi del TAR Lazio, che ha prima sospeso l’imposta sui liquidi senza nicotina (seguendo peraltro le indicazioni della Consulta) per poi rinviare a dicembre l’intera norma alla Corte Costituzionale. Solo che il MEF e l’AAMS non considerano che il mercato del senza nicotina ammonta a meno del 10% dei volumi, e di conseguenza l’impatto sarebbe dovuto essere minimo. I dati resi pubblici confermano come invece il mercato sia volato verso l’estero, come da sempre previsto dalle associazioni di settore, a causa di una tassazione monstre, a detrimento di aziende, negozianti e consumatori italiani, causando anche un buco nelle casse dello Stato.

busin

Duro il commento dell’on. Busin:

“Sono dati imbarazzanti. Questa tassazione è stata una scelta dissennata da parte del MEF e dell’AAMS che ha quasi ammazzato un settore florido e trainante, causando la perdita della leadership europea nelle esportazioni e la chiusura di oltre 3.800 negozi, e il tutto senza nemmeno ottenere entrate fiscali. Perché il MEF non interviene vista l’evidenza dei dati? A pensar bene si può dire che sia sprovveduto e autolesionista, mentre a pensar male si direbbe che è condizionato nell’azione di governo da parte della lobby delle sigarette“.

Nell’attesa che la politica individui questioni e responsabilità (visto che alcune scelte tecniche hanno fatto perdere oltre 200 milioni in due anni allo Stato), per la soluzione della questione bisognerà probabilmente attendere la Corte Costituzionale, la cui pronuncia è attesa dopo l’estate, a seguito del rinvio da parte del TAR LAzio dello scorso dicembre basato proprio sulle stesse motivazioni a seguito delle quali la Consulta stessa aveva già dichiarato l’illegittimità costituzionale della precedente maxi tassa e-cig, rispetto alla quale il Dlgs è intervenuto solo in parte.

One thought on “Imposta e-cig, entrate per soli 5 milioni

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