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Minacce all’ex sottosegretario Giorgetti, assolto un commerciante

© Mauro Scrobogna / LaPresse 01-10-2009 Roma Politica Camera - scudo fiscale  Nella foto: Alberto Giorgetti sottosegretario economia House of Assembly -  rules on fiscal drag and to fight ecomonical crisis

«Ti conviene stare attento…». E poi «Fai bene attenzione a quando metti in moto l’auto…». Parole di minaccia, toni da intimidazione in piena regola quelli che si era visto rivolgere l’onorevole Alberto Giorgetti – deputato di Forza Italia e candidato sindaco di Verona per il dopo Tosi – via Facebook tra la primavera e l’estate del 2013. Frasi talmente inquietanti da averlo indotto a temere seriamente per l’incolumità non solo sua ma anche della propria famiglia. Al punto da averlo costretto a vivere sotto scorta e da non potersi più sentire libero e sicuro nei propri spostamenti.

Tutta «colpa», stando a quanto accertato dagli uomini della Guardia di finanza dopo la doppia denuncia presentata dal deputato di Forza Italia, delle sue iniziative politiche finalizzare alla regolamentazione e all’iper tassazione della sigaretta elettronica: sempre attraverso i social network, all’epoca, ci fu chi gli puntò il dito contro accusandolo di agire «al soldo delle associazioni di tabaccai», chi lo bollò come un politico che «si muove solo a garanzia delle poltrone», chi gli contestò di essere «alla mercé della lobby del tabacco».

Ieri il titolare di un negozio di sigarette elettroniche di Viareggio, accusato di aver scritto quel messaggio, è stato assolto dal giudice di pace Carla Cocchi.Come sostenuto dal pm d’udienza Nicola Marchiori, che ha chiesto l’assoluzione, e dal difensore Michele Dorizzi, non sarebbe stato possibile dimostrare la responsabilità del commerciante, in quanto il messaggio era stato inviato da un profilo aziendale, non personale.
L’avvocato Paolo Tacchi Venturi che assiste Giorgetti, però, ci ha tenuto a precisare la gravità di quelle minacce, che avevano portato alla decisione di sottoporre Giorgetti a protezione nell’aprile del 2014. Scorta pagata, ovviamente, dai cittadini. Dopo l’episodio di agosto, infatti, il deputato sarebbe stato bersaglio di minacce da parte almeno di altri sei soggetti, via sms o tramite Facebook. La procura aveva deciso di archiviare il fascicolo, ma il giudice di pace Cesare Rindone si era opposto, disponendo l’imputazione coatta del commerciante di Viareggio. Ieri però il pm d’udienza Marchiori ha chiesto l’assoluzione, accolta dal giudice.Nel frattempo Giorgetti è in attesa della decisione su un altro caso che lo riguarda: il politico aveva infatti sporto denuncia per diffamazione nei confronti del deputato del M5S Mattia Fantinati. La procura, anche in quel caso, ha chiesto l’archiviazione, a cui Giorgetti si è opposto: la decisione spetta al gip Guido Taramelli.

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