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Norme anti e-cig: l’Unione Europea è ostile all’innovazione

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L’UE è intenzionata a regolamentare un prodotto anti-tabacco nella stessa maniera in cui si pone nei confronti delle sigarette, nonostante per Public Health England il suo consumo sia per il 95% meno dannoso rispetto al tabacco.

La normativa sulle e-cigs potrebbe essere utilizzata come case-study in ogni master in economia o lobbying e in ogni libro di testo di ogni università sul pianeta terra. E’ infatti una vicenda che contiene in sé tutte le forze che condizionano l’economia di mercato e le imprese innovative, e sulla quale influiscono diversi settori della PA: finanze, sviluppo economico, salute, ambiente.

Le e-cigs apparvero in principio quale soluzione alle attuali condizioni sociali e legali che rendono il consumo di tabacco sempre più costoso e sempre meno tollerato. Questo rappresenta il primo capitolo del caso studio: l’identificazione e la risposta ad un evidente vuoto di mercato. Il secondo capitolo risulta invece incentrato sul ruolo dell’innovazione e del progresso tecnologico, dettato dall’elevato ritmo di evoluzione e miglioramento dei prodotti. Ci sarebbe posto anche per un capitolo dedicato alla concorrenza, in considerazione del fatto che i consumatori hanno la facoltà di scegliere all’interno di un’ampia gamma di prodotti e marchi, così come le imprese, visto che attualmente esistono più di 8.000 negozi di sigarette elettroniche in Gran Bretagna, il maggiore mercato europeo, oltre ad un vasto numero di piccoli produttori. Allo stesso tempo nell’emergente mercato italiano i negozi di sigarette, secondo stime di ANAFE Confindustria e FIESEL Confesercenti, sono passati dai 3.000 del 2013 a dimezzarsi fino a circa 1.500 nei due anni successivi. E il prossimo capitolo del “manuale” sulle sigarette elettroniche spiega perché.

A quanto pare, infatti, ogni buon caso studio deve al contempo contenere anche un capitolo dedicato all’eccessiva regolamentazione. Entro maggio di quest’anno entrerà in vigore la nuova Direttiva UE sui prodotti del tabacco. Sebbene non contengano in alcun modo traccia di tabacco, le e-cigs sono state incluse nella Direttiva, in base al fatto che la divisione Salute Pubblica della Direzione Salute e Sicurezza Alimentare della Commissione Europea ha stabilito che gli effetti sulla salute nel lungo periodo di tali prodotti non sono ancora ben chiari.

La Direttiva si ispira alla filosofia del libero mercato, affermando che “migliorerà il funzionamento del mercato interno in materia di tabacco” ma conduce potenzialmente al risultato di distruggere un mercato emergente che genera decine di migliaia di posti di lavoro all’interno dei vari stati membri. La maggior parte dei prodotti per le sigarette elettroniche sono infatti realizzati da piccole imprese che non hanno la possibilità di adempiere al peso burocratico di riportare annualmente alle autorità il “volume dei prodotti venduti, le tipologie di consumatori ed i relativi gusti e preferenze”. La parte maggiormente lesiva risiede nel divieto di pubblicità e promozione delle sigarette elettroniche.

L’UE è dunque determinata nel regolamentare un prodotto anti-tabacco nella stessa misura in cui disciplina le sigarette. Perché? In fin dei conti questo è un prodotto che, in base al parere di Public Health England è per il 95% meno dannoso rispetto al consumo di tabacco. E’ un prodotto innovativo, è di natura imprenditoriale e rappresenta una risposta da parte del libero mercato ai problemi associati al consumo del tabacco tradizionale. Rimane tuttora un mistero il perché l’UE intenda ostacolarne la crescita.

Nel frattempo, nuove regolamentazioni in tema di sigarette elettroniche, previste all’interno della Direttiva sui Prodotti del Tabacco, sono sempre più vicine all’essere approvate, dopo che il ricorso presentato dal produttore di sigarette elettroniche Totally Wicked, che sosteneva l’illegittimità dell’articolo 20 della Direttiva in base alle leggi dell’Unione Europea, è stato rigettato da un autorevole giurista dell’Unione Europea. Juliane Kokott, avvocato generale all’interno della Corte Europea di Giustizia, si è espressa valutando come “relativamente moderata e non in violazione del diritto comunitario” la proposta che introduce restrizioni al limite massimo di nicotina e alla possibilità di promozione delle e-cigs.

In base al ricorso di TW, l’articolo 20 della nuova TPD prevede il divieto per la vendita di sigarette elettroniche contenenti un livello di nicotina superiore ai 20mg, in aggiunta all’obbligo di apporre sui pacchetti avvertenze per i rischi alla salute e alla proibizione di effettuare pubblicità. Una sentenza definitiva è attesa nei prossimi mesi.

Ron Ridderbeekx, responsabile Affari societari ed istituzionali della British American Tobacco, ha affermato che il pronunciamento della Corte Europea spiana la strada per l’approvazione della Direttiva. “C’è ancora una ridotta possibilità che il giudice si discosti dal parere dell’avvocato generale, ma nell’80% dei casi ciò non avviene”, ha aggiunto.

Sulla questione si è espresso anche Franser Cropper, Direttore amministrativo di Totally Wicked: “Il parere espresso non rappresenta né una decisione ufficiale né una sentenza definitiva in merito alla questione che abbiamo sollevato nel nostro ricorso”.

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