Tabacco

Direttiva Tabacco, dlgs verso il CdM. Il punto | Public Policy

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Dovrebbe approdare nel primo Cdm dopo Natale, per l’approvazione definitiva, il dlgs Tabacchi, ovvero il decreto legislativo “recante attuazione della direttiva 2014/40/Ue sul ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli Stati membri relative alla lavorazione, alla presentazione e alla vendita dei prodotti da tabacco e dei prodotti correlati e che abroga la direttiva 2001/37/Ce”. Il dlgs contiene diverse misure, che vanno dal divieto di fumo in auto se a bordo ci sono bambini o donne incinte alle immagini shock sui pacchetti di sigarette. Diversi i nodi del decreto che sono emersi durante il passaggio parlamentare del dlgs, e contenuti come condizioni e osservazioni nei pareri delle varie commissioni competenti.

I DISTRIBUTORI L’articolo 24, comma 4 attualmente prevede l’obbligo di sottoporre i distributori automatici di tabacco, sigarette ed e-cig a controlli e verifiche dell’Agenzia delle dogane non solo periodicamente ma anche all’atto di installazione. Il testo cambierà, per stessa volontà del governo, prevedendo la sola “possibilità” di controlli ex ante, ovvero all’atto dell’installazione, e lasciando invece l’obbligatorietà di quelli periodici. A chiedere la modifica è ad esempio la commissione Bilancio di Montecitorio. Ma a sottolineare la necessità di questo ritocco, è stato anche lo stesso esecutivo.

TRACCIABILITÀ Le commissioni Politiche Ue di Camera e Senato chiedono anche una modifica sulle norme in materia di tracciabilità, che essenzialmente demandano le funzioni ai produttori di tabacco. Il punto però, secondo quanto si apprende da fonti di governo, non dovrebbe essere modificato nel testo che approderà in Cdm la prossima settimana. La XIV commissione della Camera, nel suo parere, chiede ad esempio al governo di “adoperarsi presso le istituzioni europee affinché venga adottato il sistema tecnologico di tracciabilità maggiormente adeguato agli scopi della lotta al commercio illegale del tabacco anche al fine di assicurarne l’indipendenza e, conseguentemente, garantire la massimizzazione del livello di protezione della salute dei consumatori” e di “introdurre una disciplina sui sistemi di tracciabilità conforme al Protocollo sull’eliminazione del commercio illegale dei prodotti derivati dal tabacco dell’Organizzazione mondiale della Sanità, procedendo altresì in tempi rapidi alla ratifica del Protocollo medesimo”. Stesse richieste arrivano dalla omologa commissione del Senato. Da parte sua la commissione Finanze al Senato chiede al governo di “garantire la massima indipendenza dei sistemi di tracciabilità e in particolare del revisore esterno a cui è demandato il compito di controllare i dati archiviati dal soggetto terzo indipendente in forza di contratto stipulato con i produttori (e nel rispetto dell’autonomia organizzativa di questi ultimi), sotto la vigilanza della Commissione europea, tenendo altresì conto che quest’ultima ha insediato un gruppo di lavoro costituito da rappresentanti degli Stati membri ed esperti del settore per la specifica di standard di tracciabilità e per l’archiviazione dei dati che porteranno a una disciplina nuova a livello europeo entro i prossimi due/tre anni”.

TARIFFE E SANZIONI Diverse altre richieste di modifica sul testo, arrivate dalle commissione parlamentari, riguardano tariffe e sanzioni. La commissione Politiche Ue alla Camera, ad esempio, chiede di “mantenere l’apparato sanzionatorio previsto nell’ordinamento vigente, che appare meglio rispondente ai principi di efficacia, proporzionalità e dissuasività delle sanzioni richiesti dalla direttiva”. La commissione Politiche Ue al Senato ritiene “che l’aggravio delle sanzioni previsto al comma 3 – in particolare la previsione della sospensione della licenza già alla prima violazione e della revoca della licenza alla seconda violazione” per chi vende tabacchi ai minori “vada oltre i limiti insiti nel principio di proporzionalità”. La stessa commissione chiede inoltre di valutare “se le tariffe aggiuntive, non previste dalla direttiva 2014/40/Ue, possano essere considerate alla stregua di ‘obblighi e oneri non strettamente necessari per l’attuazione delle direttive'”. La 6a commissione Finanze chiede invece di “mantenere l’allineamento del sistema sanzionatorio alle previsioni della direttiva, evitando il rischio di incorrere nel divieto di gold plating, che si potrebbe intravedere, ad esempio, nella previsione di triplicare, in alcuni casi, le sanzioni stesse e nell’inasprimento delle sanzioni non pecuniarie previste a carico dei venditori al dettaglio, che, in coerenza con lo spirito della direttiva, dovrebbero essere riservate ai casi di recidiva e recidiva reiterata”. La Finanze chiede inoltre di “approfondire le nuove previsioni tariffarie al fine di non incidere sui prezzi finali dei prodotti, evitando così di compromettere anche le previsioni di gettito quantificate nel bilancio dello Stato”.

DIVIETI E SICUREZZA Altra richiesta, della commissione Politiche Ue alla Camera, è quella di “estendere il divieto di fumo al conducente di autoveicoli in movimento indipendentemente dalla presenza di passeggeri, al fine di ridurre i rischi alla salute e alla incolumità pubblica, con riflessi positivi anche sulla sicurezza della circolazione stradale”. La commissione Affari sociali a Montecitorio chiede inoltre che la “realizzazione dell’elemento di sicurezza antimanomissione sia affidata ad un soggetto pubblico istituzionalmente deputato alla lotta alla contraffazione” e che il governo preveda “precauzionalmente che sui prodotti del tabacco di nuova generazione, ancorché senza combustione, non sia autorizzata alcuna scritta che induca alla percezione di minore rischio, né nella pubblicità né nel prodotto, e che il loro utilizzo sia limitato agli stessi luoghi in cui è consentito l’utilizzo dei prodotti del tabacco da fumo, fino all’esito delle valutazioni da parte del ministero della Salute”.

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