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E-cig, il TAR rinvia la maxi tassa alla Consulta

ecig lavoltabuona

Per la seconda volta in due anni il TAR Lazio rinvia la maxi tassa sulle e-cig alla Corte Costituzionale. La prima fu la legge 99/2013, dichiarata poi incostituzionale lo scorso aprile, mentre stavolta il riferimento è al D.lgs 188/2014 e al successivo Provvedimento AAMS. Sarà la volta buona per il Governo di riuscire ad intervenire con norme sensate?

E’ stata pubblicata l’Ordinanza del TAR del Lazio n. 14185 che ha disposto il rinvio alla Corte Costituzionale dell’imposta di consumo sui liquidi per sigarette elettroniche stabilita dal D.lgs 188/2014, poi fissata, con il provvedimento n.394 dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ad euro 0,373 per ml. Già negli scorsi mesi il TAR aveva disposto la sospensiva per l’imposta in questione per i liquidi non contenenti nicotina, e stavolta è intervenuto rinviando la norma con motivazioni decisamente pesanti per Governo e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, visto che non fanno altro che riflettere quanto scritto nella dichiarazione di incostituzionalità dello scorso aprile.

Reazioni. Questo rinvio alla Consulta viene accolto con grande soddisfazione da parte di ANAFE Confindustria, Associazione Nazionale Fumo Elettronico, che, per voce del presidente Massimiliano Mancini, commenta: “Sembra la replica di un film già visto, un rinvio per troppi versi simile, viste le pesanti motivazioni, a quello relativo alla precedente legge che la Corte ha poi stabilito essere incostituzionale. Si tratta per il settore di un segnale estremamente importante – prosegue Mancini – ma c’è anche un forte rammarico da parte nostra per il tempo che, a questo punto si può dire, si e’ perso a tutti i livelli, non solo politico e istituzionale, ma anche industriale. Questa e la precedente normativa fiscale hanno infatti frenato in maniera speriamo non irreparabile i nostri investimenti e i progressi che questo mercato, in crescita in tutto il mondo, avrebbe potuto fare negli ultimi tre anni”.

Il fallimento dell’attuale sistema impositivo confermato da questo rinvio alla Corte Costituzionale è testimoniato infatti dai numeri” spiega Mancini riferendosi alla relazione tecnica al D.lgs 188/2014 che prevedeva per lo Stato entrate pari a 115 milioni di Euro. “Non solo avevamo preavvertito le istituzioni in audizione lo scorso anno, ma già l’estate scorsa” ricorda Mancini “ il MEF aveva dichiarato infatti che nel primo semestre del 2015 erano entrati solamente 3,5 milioni di Euro: è evidente quanto questa cifra fosse ampiamente inferiore alle aspettative”.

In attesa della pronuncia della Consulta, ANAFE-Confindustria reputa più’ che mai necessario trovare una soluzione condivisa con le istituzioni, che permetta da un lato di rilanciare il mercato legale delle sigarette elettroniche e dall’altro di ottenere, per lo Stato, sufficienti entrate per l’erario.

Dopo tre anni di lotta siamo sempre allo stesso punto: le aziende hanno perso competitività sul mercato nazionale ed estero, lo Stato italiano – unico in Europa col Portogallo ad aver imposto una tale imposta – non ha mai incassato quanto previsto a causa di un mercato volato all’estero, e i consumatori sono danneggiati da una scarsa offerta e da prezzi che rischiano di diventare sempre meno competitivi rispetto al mercato illecito e al tabacco tradizionale in maniera indubbia riconosciuto come molto più dannoso delle sigarette elettroniche. Non possiamo che sottolineare la differenza col Regno Unito, dove il Primo Ministro David Cameron proprio oggi si è esposto pubblicamente a favore delle e-cig quale supporto nella lotta al tabagismo”.

Ciò che le aziende e l’intero settore chiede è dunque di essere rimesso nelle condizioni di operare in condizioni di equità fiscale e “visto che proprio in questi giorni si sta chiudendo l’iter di approvazione del DDL Stabilità 2016 – conclude il Presidente Mancini – auspichiamo che il Governo  considerasse l’ipotesi di presentare un emendamento in Aula che disciplini in maniera questa volta davvero adeguata gli aspetti fiscali relativa ai liquidi per sigarette elettroniche. La dubbia costituzionalità di tutti i provvedimenti che si sono susseguiti sulle e-cig forse dovrebbe cominciare a far riflettere sugli errori ripetuti e sull’unica soluzione possibile: un’imposta equa e basata sulla nicotina, sperando vengano evitate nuove fantasiose e inapplicabili soluzioni”.

Soddisfatto anche Stefano Pozzi dell’ormai disciolta Assifel, anch’essa autore di un ricorso, che su Facebook ha scritto: “Le motivazioni del TAR ora che le leggo sono piuttosto pesanti anzi direi mooolto pesanti nei confronti di Aams“.

Prossimi passi. Dopo il no del Governo agli emendamenti in Senato firmati da tutti i gruppi (incluso il capogruppo PD in Commissione Bilancio, Giorgio Santini), a questo punto i tempi per un emendamento alla Legge di Stabilità 2016 appaiono più che stretti, essendo la stessa stata approvata oggi in sede referente dalla Commissione Bilancio della Camera. L’unico ad intervenire potrebbe essere il Governo stesso in Aula, ma visto l’approccio tenuto sino ad oggi da parte del MEF (e dell’AAMS), appare difficile che ciò possa accadere, anche se vorrebbe dire preservare le casse dello Stato oltre che la possibilità per aziende e negozi di lavorare. Ma purtroppo sino ad oggi è sembrato che l’intenzione del Governo sia stata più quella di preservare gli interessi di qualche azienda che quello pubblico.

PS: Dovesse la Corte Costituzionale tra alcuni mesi dichiarare l’incostituzionalità anche di questa norma, decideranno di rassegnare le dimissioni i principali sponsor della mega tassazione, e cioè il consigliere del Ministro dell’Economia Vieri Ceriani e il Direttore dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli Giuseppe Peleggi?

4 thoughts on “E-cig, il TAR rinvia la maxi tassa alla Consulta

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