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E-cig, il boom ritorna. In 5.000 a Vapitaly per la prima fiera del vaping

Alla rassegna discussi temi sanitari, commerciali e di politica fiscale

12234861_10205158032659533_4362630240355347580_nSono stati 5mila i visitatori della prima edizione di Vapitaly, che lo scorso fine settimana è stata ospitata nel Palaexpo di Veronafiere. Alla manifestazione dedicata alla sigaretta elettronica hanno partecipato 94 aziende, un terzo delle quali dall’estero, in particolare dagli Usa. Oltre all’esposizione, l’evento ha offerto l’occasione per affrontare il tema dell’e-cig, dal mercato con le sue potenzialità alle esperienze di consumo legate a questo strumento, approfondendo l’aspetto sanitario.
A questo proposito alla due giorni ha partecipato, tra gli altri, Riccardo Polosa, direttore scientifico della Lega Italiana Anti Fumo, che, intervenendo a un convegno, ha spiegato a L’Arena, il quotidiano di Verona: «Le sigarette elettroniche sono un’alternativa valida per smettere di fumare definitivamente e sono per il 95% meno dannose delle sigarette convenzionali».
Sulla questione si è espressa anche Renata Solimini dell’Istituto Superiore di Sanità: «Esistono piccoli studi che chiariscono come nei grandi fumatori ci siano benefici nella cessazione della sigaretta tradizionale».
Si è discusso anche di business, a Vapitaly, analizzando il mercato della e-cig che ha visto, in Veneto, un progressivo calo del fatturato negli ultimi anni, dopo l’impennata di inizio 2013. Dai 450milioni di due anni fa si è passati infatti ai 60 milioni del primo semestre 2015. «A fine 2012 erano stati aperti troppi punti vendita, tanti italiani avevano provato queste sigarette, ma più della metà le ha messe nel cassetto», ha dichiarato Umberto Roccatti, vicepresidente di Anafe- Confindustria, associazione che raggruppa i produttori di fumo elettronico.
Via SigMagazine [da cui è anche tratta la fotoarrivano anche le parole di Franco Spicciariello, senior partner di Opengate Italia, società che cura le relazioni istituzionali per Anafe Confindustria, è intervenuto durante il convegno sulla filiera delle ecig. “Dal punto di vista delle entrate fiscali – ha spiegato Spicciariello – lo Stato non ha alcun interesse a ridurre il numero di fumatori anche grazie la sigaretta elettronica. Il caso italiano del resto è simile a quanto sta avvenendo negli USA, dove molti Stati stanno intervenendo con tasse e regole pesanti proprio per bloccare lo sviluppo di questo prodotto, sì da proteggere le entrate derivanti dalle accise sul tabacco. Del resto, e sono informazioni note agli esperti, più fumatori ci sono, minore è l’aspettativa di vita, e persino le malattie connesse al tabagismo sono tendenzialmente di minore durata per quanto aggressive e mortali. Un non fumatore invece vivrà più a lungo, ammalandosi probabilmente di patologie croniche che costano molto, con lo Stato costretto a curarle per molti anni. Per non parlare poi dell’impatto sul sistema pensionistico: cosa succederebbe se tutti vivessero fino a 80 e più anni? La realtà è questa purtroppo, e nonostante gli sforzi delle strutture sanitarie e anche dell’attuale Ministro Beatrice Lorenzin, esiste un mondo, in Italia e all’estero, che vuole che tutto resti così, e per questo combatte le e-cig. Un approccio cinico purtroppo, ma che fa anche i conti con la realtà dei tanti miliardi in più che servirebbero subito, a causa delle minori entrate, se le persone smettessero di fumare. Ma non giudico – conclude Spicciariello –  prendo atto, sperando però che prima o poi si inizi a riflettere sul tema. Del resto, fumare, svapare o smettere sono libere scelte delle persone. Anche se nel caso dello svapo lo Stato italiano ha fatto di tutto per fare in modo – attraverso una tassazione monstre – che questa scelta non fosse più libera”.
E proprio l’aspetto fiscale è stato sottolineato da  Massimliano Trovato, dell’Istituto Bruno Leoni «Quest’inversione di tendenza [sulle e-cig] è riconducibile soprattutto alle distorsioni introdotte dal legislatore fiscale, che hanno scoraggiato gli operatori nazionali e favorito il ricorso dei consumatori all’importazione e all’autoproduzione».
L’interesse verso questo strumento tuttavia c’è, come hanno dimostrato i numeri della manifestazione, alla luce dei quali Mosè Giacomello, presidente Vapitaly, ha dichiarato: «Stiamo già lavorando per la seconda edizione, si svolgerà nel maggio del prossimo anno, sempre a Veronafiere».

3 thoughts on “E-cig, il boom ritorna. In 5.000 a Vapitaly per la prima fiera del vaping

  1. Pingback: E-cig, il boom ritorna. In 5.000 a Vapitaly per la prima fiera del vaping | svapoecig

  2. E’ stato un piacere partecipare a VapItaly, abbiamo notato con piacere che, oltre alle luci e i sapori, nel “retro” si è parlato a lungo di temi seri che riguardano gli operatori del settore e anche di salute. Speriamo sia di incoraggiamento, questo mercato è nato tra mille difficoltà ma ci auguriamo aumenti la fiducia in questo strumento che, per i fumatori, può portare solo gran benefici.

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  3. Pingback: Le sigarette elettroniche tra tasse di oggi e speranze per il domani. Ieri a Roma il workshop firmato Vapitaly e Strade Magazine | AgiVapeNews

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