Opinioni

Quando la scienziata usa Google e scopre che i vapers… si incontrano!

vapers

La settimana scorsa una ricercatrice dell’Università della Carolina del Nord, Rebecca Williams, ha pubblicato niente meno di un paper sul sito web PubMed.gov, un’autorevole rivista scientifica, con lo scopo di portare all’attenzione della comunità medica e della pubblica opinione una nuova pratica pericolosa sia per la società, sia per la salute dei cittadini: le convention dedicate allo svapo.

Ebbene sì, quegli incontri, eventi commerciali, piccole fiere in cui i produttori e rivenditori di sigarette elettroniche incontrano chi le sigarette elettroniche le utilizza e le compra per mostrare le novità del settore, dare l’opportunità di provare nuovi prodotti, raccogliere impressioni e desideri che arrivano dal mercato. Una “pratica” davvero pericolosa di cui la ricercatrice è venuta a conoscenza… attraverso una ricerca su Google. E se non è evidente e chiaro a tutti il danno che contesti simili possono creare alla società, ecco le evidenze riscontrare da Rebecca Williams.

In primo luogo non sono mai presenti i nemici e gli oppositori delle sigarette elettroniche che con la loro presenza potrebbero distogliere gli svapatori dalla loro dannosissima passione. Sì, manca il contraddittorio, la base della democrazia e del libero arbitrio!

Eh sì, come ha detto anche Carl V. Phillips, direttore scientifico di CASAA (The Consumer Advocates for Smoke-free Alternatives), siamo ancora ai tempi dell’etologia, a quando si studiavano i gruppi culturali senza comunicare con loro e le evidenze dell’etologia (guarda caso superata da decenni) mostrano che gli uomini sono come branchi di pecore e che se non c’è un’autorità che fa cambiare loro idea, non sono in grado di fare scelte utili, intelligenti e non dannose. E’ chiaro, l’etologia! E come sostiene la ricercatrice, bisogna provvedere subito a che i responsabili della salute pubblica, che ad oggi non hanno voce in questi contesi vengano invitati a sensibilizzare i partecipanti sulle conseguenze negative del consumo di sigarette elettroniche!

In secondo luogo la Williams nota che queste convention sono “incontri che facilitano le interazioni sociali tra utilizzatori” che quindi non possono che alimentare la pratica dello svapo. Peccato che questi utilizzatori decidano di andare alle convention proprio per condividere con altri i loro interessi… E poi, insomma, come è possibile permettere al giorno d’oggi che la gente socializzai!?! E soprattutto quando l’elemento che crea comunanza tra questa gente è un prodotto definito dalla letteratura scientifica come per il 95% meno pericoloso delle sigarette tradizionali!!! Ma che fine ha fatto la civiltà?

E infine, un’ultima considerazione di Rebecca Williams: è mai possibile che nessuno abbia ancora pensato di misurare il danno alla salute che provoca lo stare per alcune ore in un luogo chiuso dove è consentito svapare? E’ infatti questo il prossimo step, una ricerca sulla qualità dell’aria all’interno delle sale “riempite” di vapore.

Ebbene, cosa vogliamo fare? Una volta per tutte, vogliamo iniziare a vietare alle persone di fare scelte, uscire di casa, incontrare chi ha gli stessi interessi? (che per altro aiutano a vivere meglio, ndr)? Forse qualcuno dovrebbe invitare la dottoressa Rebecca Williams a Vapitaly, dove certo capirebbe ciò di cui scrive molto più che usando Google

 

Fonti: PubMed.gov e MaCigarette

 

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