Esteri/Policy/Salute

Pubblicità vietata per le sigarette elettroniche? Un autogol per la salute pubblica

studio ASH agosto

Una recente ricerca commissionata da ASH (Action on Smoking and Health)[1], ONG britannica specializzata nella lotta al fumo, ha mostrato che la percentuale di giovani tra gli 11 e i 18 anni nel Regno Unito che hanno provato ad utilizzare una sigaretta elettronica almeno una volta è salita dal 5% nel 2013 al 13% nel 2015, e quasi certamente porterebbe a chiedere molte più restrizioni alle diverse tecniche promozionali utilizzate da venditori e produttori di e-cig. Addirittura si potrebbe pensare al plain packaging anche per i prodotti da svapo, allo stesso modo in cui avviene in Australia per i prodotti del tabacco. Ma siamo sicuri che maggiori restrizioni sulla pubblicità delle sigarette elettroniche siano efficaci per raggiungere uno degli obiettivi prioritari delle autorità sanitarie britanniche, ossia ridurre le malattie causate dal fumo di tabacco?

Per chi è preoccupato della protezione dei minori dall’assunzione di alti tassi di nicotina, la restrizione alle pubblicità può essere utile nella misura in cui porti alla riduzione del tasso di nicotina contenuto nelle sigarette elettroniche. In ogni caso, l’uso regolare (una o più volte al mese) di sigarette elettroniche è raro tra i giovani, e spesso riguarda chi già fuma sigarette tradizionali. I dati più recenti dicono che solo lo 0,5% di ragazzi tra 11 e 18 anni usa e-cig una volta a settimana, e solo il 2,4% svapa una volta al mese. Ancora, solo il 4% di giovani non fumatori ha provato una e-cig, una cifra ridicola se paragonata al 77% di giovani fumatori. Questi dati, messi assieme, suggeriscono che il consumo di una sigaretta elettronica non è attualmente un comportamento attrattivo per la stragrande maggioranza di giovani britannici, e ancora meno per i giovani che non hanno mai fumato.

Invece, ciò che i dati mostrano è che circa il 99% dei circa 2,6 milioni di svapatori regolari nel Regno Unito sono maggiorenni, già fumatori (66%) o ex fumatori (33%)[2]. Una recente ricerca di ASH ha riportato che il 17,6% dei fumatori adulti sta utilizzando la sigaretta elettronica per smettere completamente di fumare o ridurre l’uso di sigarette tradizionali. Solo lo 0,2% di non fumatori adulti svapa, e solo l’1,5% ha provato una e-cig.

In base a questi dati, possiamo tranquillamente affermare che le sigarette elettroniche rappresentano una grande opportunità per ridurre la mortalità legata al tabacco e il tasso di dipendenza tra i fumatori attuali e quelli futuri. Inoltre, anche le autorità di salute pubblica possono beneficiare dell’apporto delle e-cig riducendo le spese sanitarie, visto che le e-cig sono almeno 20 volte meno nocive delle sigarette tradizionali. Fin quando le e-cig sono usate esclusivamente da persone che rischiano di ricadere nel vizio del fumo, l’impatto della promozione delle e-cig nei confronti della popolazione adulta potrebbe essere senza dubbio positivo. Ridurre la pubblicità delle e-cig invece può portare al calo della già ridotta fascia di utilizzatori di e-cig, ma al costo di ridurre l’attrattività di un prodotto a rischio largamente ridotto rispetto alle sigarette che hanno affascinato generazioni su generazioni.

La crescita dell’uso delle e-cig nel Regno Unito dal 2010 è ragguardevole per molti aspetti, tra i quali il fatto che non è stata orientata da una grande campagna promozionale a livello governativo o da grandi aziende multinazionali. Si immagini se questo prodotto fosse stato portato avanti con diffusione maggiore, e quanti avrebbero potuto beneficiarne per i minori danni alla salute.

Le politiche in tal senso dovrebbero quindi essere orientate maggiormente sui benefici per la salute pubblica dell’introduzione di questo prodotto su scala nazionale, con la conseguente promozione della pubblicità. Per analogia, un ente pubblico nazionale ha scoperto che un nuovo vaccino avrebbe salvato un malato di cancro su 3, ma un’indagine ha scoperto che era stato utilizzato solo dall’1% della popolazione che non aveva cancro ma voleva prevenirlo. Di conseguenza, con ogni probabilità le autorità sanitarie spingeranno molto il nuovo prodotto per farlo utilizzare a chi già soffre di cancro e scoraggiare chi lo usa in modo improprio. Nel caso delle sigarette elettroniche, la comunità di salute pubblica dovrebbe fare il possibile per scoraggiare l’uso di prodotti alla nicotina da chi non ne fa uso, ma allo stesso tempo evitare l’attuazione di qualsiasi provvedimento normativo che ha il potenziale di ridurre o far ristagnare l’attrattività e l’accessibilità delle e-cig per i fumatori attuali.

Christopher Russell Ph.D. – Centre for Drug Misuse Research, Glasgow, U.K.

Fonte: Nicotine policy

[1] Action on Smoking and Health (2015) Use of Electronic Cigarettes among Children in Great Britain. ASH Factsheet, Aug 2015. Accessed 20th August 2015 at: http://www.ash.org.uk/files/documents/ASH_959.pdf

[2] Action on Smoking and Health (2015). Use of Electronic Cigarettes (vapourisers) among Adults in Great Britain. ASH Factsheet, May 2015. Accessed 20 th August 2015 at: http://www.ash.org.uk/files/documents/ASH_891.pdf

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...