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La lobby del tabacco finanzia Renzi e compra mezze pagine su “L’Unità” | Il Fatto Quotidiano

La guerra delle lobby del tabacco, in corso da mesi, produce effetti anche visivi. S’intende quello che ieri campeggiava su l’Unità, il quotidiano fondato da Antonio Gramsci e ora house organ del Pd: mezza pagina per una pubblicità contro il contrabbando di sigarette commissionata dalla British american tobacco (Bat), colosso mondiale il cui nome è assurto di recente agli onori delle cronache per essere stato il maggior finanziatore, lo scorso anno, della fondazione Open, la cassaforte politica del premier Matteo Renzi.

Il Fatto ha già raccontato come il versamento, 100 mila euro, sia stato effettuato dopo il 1° luglio 2014, nel pieno della cosiddetta “battaglia delle accise“. Poco prima, il premier aveva incontrato Nicandro Durante, gran capo di Bat. Si era alla vigilia dell’aumento delle accise annunciato dal governo con un decreto per il riordino del settore. L’aumento veniva incontro a Philip Morris, che da tempo premeva per una misura che penalizzasse le marche di fascia bassa (come Lucky Strike e Pall Mall, di Bat), a vantaggio di quelle di gamma alta, come la sua Marlboro. E sul piatto metteva l’investimento da 600 milioni di euro e 500 posti di lavoro per il nuovo stabilimento di Bologna che produrrà le sigarette a cialda di tabacco senza combustione (iQos), inaugurato da Renzi in persona a ottobre. Il testo doveva essere approvato il 10 luglio. Ma salta almeno due volte. Viene licenziato solo il 31 luglio, ma l’aumento l’accisa “fissa” passa dal 7,5 al 10%, lontano dal 30 chiesto da Philip Morris. Che però incassa uno sconto del 50% dell’accisa sulla sua iQos.

ORA LO SCONTRO si è spostato sul decreto che deve implementare la direttiva Ue sui tabacchi, la 40/2014. E non è un caso che nei giorni scorsi si sia assistito a un po’ di tutto. Philip Morris ha annunciato l’acquisto di 500 milioni di euro di tabacco dalla filiera italiana, e alla firma si è presentato il premier in persona. Al forum Ambrosetti, al fianco di Renzi, durante il suo discorso, sedeva il Ceo mondiale del colosso americano André Calantzopoulos. Nei giorni scorsi alcuni dei 150 lavoratori dell’ex fabbrica Bat di Lecce hanno deciso di versare 20 euro a testa alla fondazione del premier. In una lettera al presidente Alberto Bianchi, chiedono provocatoriamente lo stesso aiuto avuto dal colosso inglese. “Sarà mia cura portare la vostra situazione alla direzione di Bat” , ha risposto Bianchi.

Carlo Di Foggia, Il Fatto Quotidiano

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