Policy/Tabacco

Tabacchi, guerra di lobby: vincono gli amici di Renzi | Il Fatto Quotidiano

AFFARI E FAVORI
Lo scontro. Nel decreto che recepisce la direttiva Ue c ‘ è la stretta su tutto tranne sui prodotti di Philip Morris fabbricati a Bologna
Testimonial. Il premier ha inaugurato l ‘ impianto a ottobre, stangate le e-cig. Colpo di mano sulla tracciabilità

2015-09-26 Fatto - PMI amici di Renzi

La regola è sempre la stessa: investi e sarai premiato. La guerra del tabacco va avanti da mesi, ma è all ‘ epi logo finale. Lo scontro tra le lobby delle bionde si gioca ormai tra due fronti: Philip Morris contro gli altri produttori che sono entrati nel settore delle sigarette elettroniche o che sono pronti a farlo. E i primi possono contare su un testimonial d ‘ eccezione: il premier Matteo Renzi, ma anche sulla benevolenza di alcuni ministeri.

IL TERRENO di scontro è sul decreto legislativo che recepisce una direttiva europea, la 40 del 2014, che rivede tutte le regole del settore, con limiti stringenti: dalle immagini choc sui pacchetti alle sanzioni per le vendite ai minori. Una stretta per tutti. Con un’eccezione, attaccano i produttori di e-cig racchiusi in Anafe (Confindustria): i “prodotti del tabacco di nuova generazione”, categoria introdotta dalla direttiva, che al momento ne annovera uno solo, quello di Philip Morris. Si tratta della Iqos, la sigaretta a cialda di tabacco senza combustione (quindi meno dannosa), venduta a Milano, le cui ricariche verranno prodotte nello stabilimento di Bologna – 500 milioni d ‘ investimento per 600 posti di lavoro – inaugurato nell’ottobre scorso da Renzi in persona. Il premier ha poi presenziato alla firma della commessa con cui Philip Morris – che a dicembre scorso ha ottenuto per le Iqos lo stesso sconto sull’accisa (il 50%) delle e-cig – ha garantito ai produttori di tabacco acquisti per 500 milioni da qui al 2020.

Non è un caso che nei tavoli inter-ministeriali di questi giorni, il ministero dell’Agricoltura sia in prima linea nel mantenere l’impianto attuale del decreto. Che, stando alle bozze visionate dal Fatto , tocca solo marginalmente le Iqos. Escluse, a esempio, dal divieto di pubblicità e dalla stretta sulle vendite a distanza decisa per le e-cig (su cui si studia un dietrofront). Sono previste poi analisi accurate dei rischi per la salute delle sigarette elettroniche, ma non per “i prodotti di nuova generazione”. Nei giorni scorsi, in un convegno del settore a Bologna, Imperial Tobacco (che ha lanciato la sua e-cig, JAI), concorrente di Philip Morris, ha presentato uno studio per dimostrare la maggior tossicità delle Iqos rispetto alle bionde elettroniche. A oggi, non esistono studi terzi sul prodotto del colosso americano, che ha fatto sapere di essere in attesa di una pronuncia della Food and drug administration americana.

Un argomento che interessa non poco il ministero della Salute, per ora, però, esautorato dal controllo, che invece rivendica. Nel corso dell’ultima riunione, il dicastero guidato da Beatrice Lorenzin avrebbe sollevato di nuovo la questione, di fronte all ‘ impostazione del ministero dell’Agricoltura e anche dello Sviluppo presieduto da Federica Guidi. In settimana è previsto un incontro tra le due ministre per sbrogliare la matassa, che sta paralizzando il dossier.

L’altra grana riguarda il sistema di tracciabilità dei pacchetti. Un decreto di dicembre ha deciso di archiviare la fascetta con l’effigie dei Monopoli, e demandato tutto a un regolamento ministeriale. La direttiva prevede che le novità partano dal 2019, ma a quanto risulta al Fatto, c’è già una bozza di regolamento per anticipare tutto al 2017 come chiedono gli americani. I big del tabacco si sono fatti in casa il sistema di tracciabilità: Codentify, sviluppato da Philip Morris in collaborazione con gli altri colossi, che però non sono ansiosi di anticipare i tempi. Quel che è certo, è che il governo ha deciso di non fare una gara pubblica lasciando la scelta ai produttori. In contrasto con quanto previsto da un protocollo dell ‘ Organizza zione mondiale della sanità, ratificato pochi giorni fa dalla Francia, ma non dall ‘ Italia.

LA SCHEDA

IL TESTO del decreto che deve recepire la direttiva 40 del 2014 è in discussione tra i ministeri di Salute, Agricoltura, Tesoro e Sviluppo economico e verrà approvato entro il 15 ottobre. Il decreto rivede le regole del settore, impone limiti stringenti, soprattutto per e-cig, dirette concorrenti delle Iqos prodotte da PMI, a cui non si applicano gli stessi limiti su pubblicità, vendite e analisi sulla salute

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One thought on “Tabacchi, guerra di lobby: vincono gli amici di Renzi | Il Fatto Quotidiano

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