Esteri/Opinioni

L’indecisione sulle e-cig mette in pericolo molte vite. L’opinione di R. Carmona

Dire che le sigarette elettroniche “accendono polemiche” è un eufemismo. Per alcuni, le e-cig offrono la prospettiva di interrompere il commercio di sigarette globale, che ammonta a circa 800 miliardi di dollari, fornendo una soddisfacente e reale alternativa al fumo. La nicotina in sé non è una sostanza cancerogena, e le e-cig non contengono tutte le tossine e sostanze cancerogene prodotte dalla combustione del tabacco che causano, la morte prematura per la metà di tutti i fumatori a lungo termine.

Dall’altro lato, le e-cig sono presentate (più di Big Tobacco) come un pericoloso nuovo modo per attrarre i minori e mantenere la gente legata al fumo.

Chi ha ragione?

Le e-cig sono state lanciate sul mercato nel 2007, ma solo ora stiamo iniziando a vedere il loro impatto. Per chiunque abbia voglia di dare uno sguardo spassionato ai dati emersi, ci sono buone notizie per coloro che credono che le sigarette elettroniche possano eliminare dal mercato le bionde tradizionali. Prendiamo in considerazione cinque importanti osservazioni:

  1. A metà degli anni Duemila, la quota di americani che si consideravano fumatori abituali è scesa a circa il 20%. Poi, il declino del fumo è rallentato, aumentando ancora una volta con l’avvento delle e-cig.
  2. Durante il boom dello svapo, i tassi di fumatori nella popolazione adulta degli Stati Uniti sono scesi alle loro cifre più basse nella storia recente. Secondo i nuovi dati pubblicati la scorsa settimana dai Centers for Disease Control and Prevention, la percentuale di americani adulti che fumano è scesa in ognuno degli ultimi sei anni, dal 20,6% nel 2009 al 15,2% nei primi mesi del 2015. Lo scorso anno, il tasso di fumatori è diminuito del 10% – il più grande declino nel singolo anno negli ultimi 18 anni.
  3. I timori che i giovani diventassero dipendenti dalle e-cig o che queste servissero come un “gateway” al fumo rimangono speculazioni. Al contrario, i tassi di fumo tra i giovani hanno continuato a cadere a ritmi senza precedenti, e sono già al di sotto dell’obiettivo del governo per il fumo dei giovani per il 2020, più di cinque anni prima di quello che era stato definito un programma molto ambizioso.
  4. Oggi ci sono almeno 2 milioni di ex-fumatori che utilizzano e-cig negli Stati Uniti. Anche se non possiamo essere certi che essi sono ex-fumatori perché svapano, ci sono migliaia di testimonianze di “Vapers” che smettono di fumare usando le sigarette elettroniche dopo aver provato altri prodotti per la cessazione del fumo.
  5. Anche se non possiamo ancora essere certi di tutti gli impatti o benefici a lungo termine delle sigarette elettroniche sulla salute, questo non significa che non si sappia nulla.

Migliaia di esperimenti dimostrano infatti che le sostanze chimiche pericolose nel fumo da combustione di sigaretta non sono per lo più presenti nell’e-vapor, o sono presenti a livelli che danno pochi motivi di preoccupazione. In base a quello che sappiamo oggi, vi è un ampio consenso sul fatto che l’uso di e-cig è molto più sicuro del fumo di sigaretta.

L’esperienza americana si riflette oltre Atlantico. Nel mese di agosto, Public Health England, un’agenzia del Dipartimento della Salute britannico, ha pubblicato un rapporto di 111 pagine sulle sigarette elettroniche che affrontava con attenzione tutti i problemi significativi sollevati nel tempo su questi prodotti.

PHE ha scoperto che le e-cig sono utilizzate quasi esclusivamente da coloro che hanno già fumato e ha respinto l’affermazione che queste attraggono i non fumatori. Ha inoltre dimostrato che adulti e giovani fumano sempre meno e svapano sempre di più. E sulla base delle informazioni disponibili, il PHE ha concluso che l’uso della sigaretta elettronica è probabilmente circa il 95% meno nocivo per la salute, rispetto al fumo tradizionale.

PHE è il primo ente pubblico a dichiarare il proprio sostegno alle sigarette elettroniche, e ha dichiarato la propria ambizione di avere una generazione senza tabacco entro il 2025, ritenendo che “le e-cigs hanno il potenziale per dare un contributo significativo a vincere la gara contro il tabacco“. Nel mondo scientifico, molti condividono la loro speranza.

Ora è necessario essere d’accordo su come fare questo lavoro. È giunto il momento per le imprese di questo settore, il governo e la sanità pubblica di lavorare insieme per trovare i modi di accelerare la storica obsolescenza del fumo tradizionale attraverso il rapido avanzamento delle nuove tecnologie pulite.

Milioni di vite dipendono da questo.

Dr. Richard Carmona, attualmente nel board di NJOY ed ex responsabile della salute pubblica negli USA.

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