Salute

Nuovo studio sulle e-cig: non c’è svapo passivo

Un nuovo studio del Journal of Chromatography dimostra che lo svapo passivo non solo non fa male, ma non esiste: l’aerosol della sigaretta elettronica contiene meno composti volatili del normale respiro esalato

Lo studio è stato condotto dal Consiglio spagnolo per la Ricerca Scientifica (CSIC). Sono stati misurati i livelli di 156 diversi composti organici volatili (COV) nell’aria in ambienti chiusi, nel normale respiro esalato, nel fumo di sigarette di tabacco, nel respiro esalato dai fumatori dopo l’assunzione di boccate di sigaretta, nel vapore delle sigarette elettroniche e nel respiro esalato dai vapers dopo l’assunzione di boccate di sigaretta elettronica.

Il dottor Farsalinos, uno dei massimi esperti internazionali del settore del vaping, nei suoi commenti allo studio ha chiarito in primo luogo  che i COV sono un grande gruppo di composti, alcuni dei quali (ma non tutti) sono tossici. Lo studio ha presentato inoltre alcuni problemi metodologici. Nella sezione di campionamento, viene precisato: “Le persone hanno ispirato ed espirato profondamente per tre volte, poi trattenuto il respiro per 20 secondi e quindi soffiato nell’apparecchio Bio-VOC attraverso un boccaglio monouso di cartone con la massima capacità“. Ovviamente, i fumatori o i vapers non trattengono il respiro per 20 secondi prima di esalare il respiro. Pertanto, lo studio probabilmente sovrastima il tasso di assorbimento dei COV presenti nel fumo di sigaretta o nell’aerosol della sigaretta elettronica. Tuttavia, l’informazione è ugualmente  preziosa perché è stato misurato anche il contenuto del fumo e del vapore.

I risultati dello studio hanno mostrato fondamentalmente che l’aria negli ambienti chiusi e il normale respiro esalato contengono più COV dell’aerosol di sigaretta elettronica.

Sono stati rilevati 17 e 25 COV nelle due e-cig testate, mentre nell’area sono stati rilevati ben 36 COV in ambienti chiusi e 42 nel normale respiro esalato (senza fumo, senza svapo). Il fumo delle tradizionali sigarette di tabacco conteneva invece 86 COV, e il respiro esalato dopo aver fumato conteneva un numero simile di COV.

Curiosamente, ci sono stati casi di composti tossici presenti nel respiro esalato, ma non nell’aerosol della sigaretta elettronica (ripetiamo, non tutti i COV sono tossici). Ad esempio, l’isoprene, che viene indicato come un composto cancerogeno dalla “California Proposition 65” (si spera che il Center for Environmental Health legga questo commento), è presente solo nel respiro esalato (anche nel normale respiro esalato), ma non nell’aerosol della sigaretta elettronica.

Lo studio ha rilevato nel respiro esalato dopo l’assunzione di boccate di sigaretta elettronica la nicotina, come prevedibile e compatibile con i risultati di altri studi. La quantità di nicotina nell’ambiente è però così bassa da non avere alcun effetto (nemmeno biologico, per non parlare di un effetto avverso) su terzi.

Lo studio si aggiunge ad una precedente pubblicazione che non ha rilevato carbonili (aldeidi) esalati dopo le boccate di sigaretta elettronica. Inoltre, mostra l’assenza di numerosi composti tossici non solo nel respiro esalato ma anche nel vapore, il che è rilevante per confermare la sicurezza delle sigarette elettroniche rispetto alle ingenti emissioni nel fumo di sigaretta di tabacco. Nella foto una tabella dello studio che presenta i risultati di alcuni dei COV selezionati (nd = non rilevato).

Studio spagnolo no esalazioni

Fonte: Patrizia Cavalli – EFVI

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