Esteri/Opinioni/Policy

La comoda bugia (Helvetic Vape)

Helvetic Vape ha condotto diverse azioni negli ultimi mesi, al fine di ottenere una rapida legalizzazione dei liquidi contenenti nicotina in Svizzera (lettera aperta al consigliere federale Alain Berset, appello all’azione della comunità degli svapatori, parere giuridico dell’avvocato Roulet, vendita di liquidi con nicotina). Queste azioni hanno sortito solo rare risposte evasive da parte dell’esecutivo federale.

In generale, l’esecutivo si nasconde dietro il progetto di legge sui prodotti del tabacco. Ora non possiamo fare nulla, dobbiamo aspettare l’esito del progetto di legge, sono le risposte più frequenti. Per la cronaca, questo progetto, che tratta la creazione ex novo di una legge, non sarà concluso prima del 2018 o 2019. Tuttavia, oggi, una semplice modifica del paragrafo 3 dell’articolo 60 della nuova versione dell’Ordinanza sulle derrate alimentari e gli oggetti d’uso (ODerr) permetterebbe di legalizzare rapidamente i liquidi contenenti nicotina. Quest’ordinanza è in fase di revisione da parte dell’Ufficio federale della sicurezza alimentare e di veterinaria (USAV), la modifica è molto facile. Affermare «ora non possiamo fare nulla» è quindi una bugia. Se l’esecutivo federale avesse sufficiente fegato, ammetterebbe chiaramente «adesso non VOGLIAMO fare nulla». Ma, ovviamente, confermare chiaro e tondo una volontà discutibile invece di dissimulare l’impossibilità di agire, li esporrebbe alla critica e al dibattito. Costa molta meno fatica la comoda bugia che tutti sembrano accettare senza battere ciglio.

Oltre a registrare un più alto numero di fumatori che abbandona il tabacco tassato a beneficio dello svapo, quali sono i rischi di una rapida legalizzazione dei liquidi contenenti nicotina?

Il recente rapporto di Public Health England indica che i vaporizzatori personali (anche usati con liquidi contenenti nicotina) sono il 95% meno dannosi del tabacco; che i vaporizzatori personali sono efficaci per smettere di fumare; che lo «svapo passivo» non pone alcun problema; che lo svapo non è una passerella verso il fumo, né per gli adulti né per i giovani; che lo svapo permette di livellare le disuguaglianze sociali legate al fumo; che lo svapo è un’opportunità di salute pubblica. E tutto questo oggi, in un mercato senza regole chiare, senza standardizzazione e senza controlli. Non vi è quindi alcun rischio per la salute nel legalizzare immediatamente i liquidi contenenti nicotina in Svizzera anche in assenza di una regolamentazione pesante.

Tuttavia, se l’esecutivo federale si rifiuta di prendere in considerazione una legalizzazione semplice e veloce, ci deve essere un motivo valido, dato che non vi è alcun rischio per la salute. Un motivo sufficientemente importante per non tentare di ridurre il più rapidamente possibile il numero di malattie e decessi dovuti al fumo. I soggetti interessati non si pronunciano chiaramente a riguardo, occorre sforzarsi di immaginare gli oscuri meandri del ragionamento politico-amministrativo che spiegherebbero la posizione attuale dell’esecutivo.

È la paura di vedere indebolito il progetto di legge sui prodotti del tabacco?
Sarebbe avere una cattiva opinione del proprio lavoro pensare che verrebbe indebolito dalla mera legalizzazione di uno strumento di riduzione dei rischi associati al consumo di nicotina. La legalizzazione non cambierebbe assolutamente il progetto di legge. I parlamentari federali avrebbero ancora la possibilità di legiferare sui prodotti del tabacco. Inoltre, la rapida legalizzazione dei liquidi con nicotina consentirebbe un monitoraggio preciso del mercato per fornire dati affidabili che sono attualmente gravemente carenti nel nostro paese. I dibattiti in seno al Parlamento federale potrebbero quindi svolgersi con cognizione di causa. Se è questa la paura che anima l’esecutivo federale, è totalmente ridicola e contro-produttiva.

È la paura di scavalcare i parlamentari federali togliendoli la decisione di legalizzare i liquidi contenenti nicotina?
L’esecutivo federale non ha avuto alcuna considerazione del parere del Parlamento quando ha unilateralmente deciso di vietare questi liquidi. Il parere giuridico dell’avvocato Roulet evidenzia le sostanziali mancanze di tale divieto in violazione del diritto svizzero e delle competenze del Parlamento. Anche il progetto di legge sui prodotti del tabacco non rispetta il Parlamento, l’esecutivo si riserva il diritto di fissare tutti i dettagli tramite ordinanza. Ci sono dunque due pesi, due misure. Per prendere una decisione che va contro la salute pubblica, nessun problema, l’esecutivo si prende le sue libertà e impone illegalmente il suo punto di vista. Quando invece si tratta di agire rapidamente a favore della salute pubblica, l’esecutivo si nasconde dietro le fredde procedure. Un po’ di coraggio, ammettere l’errore, correggerlo e poi lasciare che il Parlamento discuta una regolamentazione coerente. Il principio di una legalizzazione dei liquidi contenenti nicotina è stato accolto. Una piccola spinta sull’acceleratore renderebbe senza dubbio onore all’esecutivo federale.

È il timor panico della nicotina?
Con l’avvento della lotta al tabagismo, la nicotina è stata dipinta come un mostro orribile responsabile di tutti i mali del fumo. Sebbene la nicotina gioca un ruolo nella dipendenza dal fumo, è la combustione unita al cocktail di sostanze chimiche aggiunte al tabacco la causa delle gravi patologie associate al fumo e della forte dipendenza. È ora di aprire gli occhi e guardare alla nicotina per quello che è realmente. Una sostanza simile alla caffeina che può essere consumata indipendentemente dal tabacco. Un quarto della popolazione svizzera consuma regolarmente nicotina. Il problema di base è che questo consumo avviene principalmente attraverso il tabacco fumato. I fautori dell’astinenza dovrebbero togliere i paraocchi, accettare il cambiamento e rivedere i loro piani. Alcune strategie dettate dall’OMS hanno funzionato per un po’, ma oggi l’arma più seria contro il tabagismo è lo svapo di liquidi con nicotina. Il cambiamento di modalità di consumo della nicotina deve essere incoraggiato rapidamente a livello nazionale. Se la paura della nicotina falsa il giudizio dell’esecutivo federale, che si informi in modo corretto. I «consiglieri» tradizionali forse non sono più di grande utilità in quanto prigionieri delle loro certezze retrograde.

È l’influenza delle lobbies dell’industria del tabacco o dell’industria farmaceutica?
Questa possibilità purtroppo non è da scartare. Finché la vendita dei liquidi contenenti nicotina è vietata, le aziende produttrici di tabacco non devono temere che lo svapo faccia concorrenza alle sigarette convenzionali in Svizzera. Inoltre, hanno campo libero per commercializzare i loro nuovi prodotti a rischio ridotto come i sistemi che riscaldano il tabacco. L’industria farmaceutica guadagna un sacco di soldi con la vendita degli inefficaci prodotti per la terapia sostitutiva della nicotina e soprattutto fornendo farmaci ai numerosi malati cronici a causa del tabagismo. Questa industria non ha alcuna fretta di vedere legalmente commercializzato uno strumento in diretta concorrenza con i suoi prodotti e in grado di ridurre le malattie legate al fumo. Le decisioni prese finora in Svizzera sono manifestamente convenienti per l’industria del tabacco e per l’industria farmaceutica a scapito della salute pubblica. Se queste influenze sono il motivo oscuro che pilota a distanza l’esecutivo federale, sarebbe una vergogna per il nostro paese.

Al contrario, è la paura che l’industria del tabacco possa minare le politiche anti-fumo?
Una «sigaretta elettronica» capace di risolvere il problema del tabagismo accende segnali di allarme tra i fautori del controllo del tabacco. Anni di lotta contro i produttori di sigarette e le loro tattiche oscure portano immediatamente alcuni a pensare ad una nuova manovra ingannevole. Diffidiamo, vietiamo, non c’è bisogno di riflettere, dobbiamo contrastare tutto ciò che proviene da questa industria mortale. Il problema è che lo svapo non è frutto dell’industria del tabacco. Partito in maniera quasi aneddotica da un’invenzione cinese, lo svapo ha conquistato decine di milioni di persone in tutto il mondo per una semplice ragione, funziona. Il materiale e liquidi si sono evoluti rapidamente attraverso l’interazione costruttiva tra gli utenti, gli industriali cinesi e i piccoli imprenditori sparsi in tutto il mondo. Non c’è stata l’industria del tabacco in questo sviluppo. L’industria del tabacco si è interessata quando ha cominciato a preoccuparsi per la sua sopravvivenza a lungo termine. Il che, tra l’altro, dimostra chiaramente la forza di questo movimento popolare globale. Mai misura anti-fumo ha scosso a tal punto quest’industria che si è vista costretta a spendere milioni per cercare di rispondere. Oggi ci sono probabilmente oltre 10’000 referenti di materiale e di liquidi nel mondo dello svapo. Le aziende produttrici di tabacco detengono solo una decina di marchi con prodotti di prima generazione poco efficaci. Contrastare l’industria del tabacco è un obiettivo apprezzabile in sé, ma non si deve sbagliare bersaglio per mancanza di conoscenza e di riflessione. L’analisi dei fatti piuttosto che una paura immaginaria dovrebbe guidare l’esecutivo federale nelle sue decisioni.

Semplicemente, il dossier è preso alla leggera?
Dopo tutto, gli svapatori in Svizzera sono pochi. Alcuni benpensanti autoproclamati credono che i vaporizzatori personali sono solo dei gadget e che lo svapo è una moda effimera. Ma dobbiamo essere realistici: il numero degli svapatori svizzeri è artificialmente basso solo a causa del divieto dei liquidi contenenti nicotina imposto dall’esecutivo federale da 10 anni. I fumatori avrebbero potuto passare più facilmente allo svapo e prendersi cura della loro salute e di quella di chi li circonda se non ci fosse stato questo divieto. È poco incentivante dover prendere il rischio di acquistare all’estero qualcosa di illegale quando si può comprare legalmente le sigarette ad ogni angolo di strada. La rapida crescita dello svapo nei paesi confinanti in cui i liquidi con nicotina sono legali mostra il deprecabile ritardo della Svizzera nella riduzione dei rischi. Lo svapo non è una moda senza un domani con gadget frivoli. Si tratta di un fiume in piena che rivoluziona radicalmente la lotta contro le malattie non trasmissibili causate dal tabagismo. Quando sul piatto della bilancia ci sono 9’000 morti l’anno, prendere alla leggera questa rivoluzione è un pessimo calcolo da parte dell’esecutivo federale.

Un insieme di tutti questi «motivi» è probabilmente quello che ispira l’attuale atteggiamento del piccolo mondo politico-amministrativo federale nei confronti dello svapo e «giustifica» la bugia sfacciata che ci viene propinata. Il rimprovero è facile, ma ciò che più conta è il futuro. Dunque, mettiamo da parte il politichese e discutiamo di quello che realmente impedisce all’esecutivo federale di legalizzare velocemente i liquidi contenenti nicotina. E che nessuno ci dica più «non possiamo». Coloro che hanno argomenti concreti e confessabili contro una rapida legalizzazione li espongano senza menzogne affinché si possa aprire un dibattito alla luce del sole. Naturalmente, i fautori dell’astinenza, i fanatici del rischio zero e i salutisti di ogni risma cercheranno di diffondere le loro paure viscerali, nella speranza che nulla cambi. Ma la rivoluzione è in atto e si concluderà a prescindere dalle loro affermazioni. L’unica domanda è quanto tempo ci vorrà e gli esponenti degli organi decisionali hanno in questo caso una responsabilità importante. Possono continuare a procrastinare per anni o prendere celermente decisioni salvavita. Nessuno potrà rimproverare loro di aver cercato di ridurre rapidamente i rischi legati al consumo di nicotina, mentre potrebbe essere chiesto il conto, un giorno, per aver tardato troppo senza validi motivi.

Il presidente
Olivier Théraulaz

Fonte: Helvetic Vape

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