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Fisco e regole: è guerra sulle sigarette del futuro | Il Messaggero

 

Accise agevolate e norme soft per il tabacco riscaldato. Insorgono i produttori delle e-Cig. Un decreto del Governo dovrà riscrivere le leggi che regolano il settore. 

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IL CASO La guerra del tabacco è arrivata alla sua battaglia finale. Da oltre due anni ormai, è in atto uno scontro sotterraneo tra i produttori, con le loro potenti lobby, per imporre sul mercato dei prodotti che possano affiancare le tradizionali sigarette, in costante calo di vendita, e in prospettiva sostituirle.

La sfida è tra le «e-cig», le sigarette elettroniche e le cosiddette «heat-not-burn», in pratica tabacco riscaldato ma senza combustione. Le prime sono commercializzate in Italia da una miriade di piccoli produttori riuniti nell’associazione confindustriale Anafe. Ma anche un big del settore come Imperial Tobacco, è sbarcata in forze in questo segmento lanciando una e-Cig, battezzata JAI, venduta nelle tabaccherie in virtù di un accordo con la potente Federazione del tabaccai. Nel settore sta per entrare anche Bat, che ha annunciato un piano da un miliardo di euro di investimenti.

Sul fronte opposto, quello del tabacco riscaldato, al momento è presente Philip Morris. Il suo prodotto si chiama Iqos, ed è stato lanciato in via sperimentale da qualche mese a Milano. Le ricariche della Iqos saranno prodotte in uno stabilimento vicino Bologna, a Crespellano, dove il gigante americano del tabacco ha annunciato un investimento da 500 milioni e 600 posti di lavoro. Alla posa della prima pietra della fabbrica ha presenziato il premier Matteo Renzi, che poi ha replicato alla firma dell’accordo con i produttori che dovranno fornire il tabacco a Philip Morris.

LE MOSSE E proprio il governo, che tra accise e Iva incassa dal fumo oltre 14 miliardi di euro di gettito, ha un ruolo centrale nella guerra tra le sigarette elettroniche e il tabacco riscaldato. I produttori delle e-Cig sono convinti di essere discriminati. In questi giorni il governo sta lavorando alla stesura di un decreto attuativo di una direttiva europea, la 40 del 2014, che riscrive le regole di tutto il mercato del tabacco.

Nelle bozze che il Messaggero ha potuto consultare, per le sigarette elettroniche sono previsti limiti molto stringenti: il divieto assoluto di pubblicità, una serie di lacciuoli burocratici e il divieto di vendite transfrontaliere. Significa che un produttore italiano non può vendere all’estero, mentre un consumatore italiano può liberamente comprare una e-Cig via internet da un produttore straniero.

Per gli altri «nuovi prodotti», come il tabacco riscaldato, le limitazioni sarebbero minori. Un vantaggio, sostengono i produttori delle sigarette elettroniche, per la multinazionale americana. Che farebbe il paio con quello fiscale, già accordato al tabacco riscaldato dal ministero dell’Economia che ha garantito uno sconto fiscale sulle accise di questi prodotti, come del resto per la sigaretta elettronica, del 50%.

Ma il vero punto cruciale sul quale si combatte la battaglia è se le sigarette elettroniche e le Iqos facciano meno male del fumo tradizionale. I produttori di e-Cigs sul tavolo del ministero della Salute, vero dominus di questa discussione, hanno portato uno studio ufficiale, quello dell’organizzazione pubblica sanitaria britannica (Public Health England), secondo cui il prodotto è al 95% più sicuro del tabacco. Sul tabacco riscaldato al momento non ci sono studi terzi. Ma Philip Morris è in attesa che si pronunci la Fda, la Food and Drug administration americana. Il verdetto potrebbe arrivare entro fine anno, e la multinazionale americana è convinta che possa essere positivo. Il governo italiano, però, potrebbe giocare d’anticipo, garantendo pari condizioni tra sigarette elettroniche e tabacco riscaldato anche prima che la Fda si pronunci.

  • 14 In miliardi di euro. È il gettito fiscale che il settore del tabacco ogni anno garantisce alle entrate dello Stato
  • 25,3 In miliardi di euro. È la spesa sanitaria pubblica dell’Ue per il trattamento delle principali malattie legate al fumo

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