Esteri/Policy

Lettonia, dal 2016 tassa sulla nicotina. Esempio per l’Italia?

Premier Lettonia

In Lettonia è in discussione l’applicazione di una tassa sui liquidi da ricarica per sigarette elettroniche. Il provvedimento è così strutturato: una parte sul liquido da inalazione e una componente sul contenuto di nicotina. Questo e altri tributi sono stati introdotti per sostenere i tagli alla finanza pubblica, dovuti a una riduzione delle spese di diversi ministeri del Paese baltico nel prossimo triennio.

Martedì 25 agosto, il Governo di Riga guidato da Laimdota Straujuma ha disposto per alcuni ministeri un taglio dei finanziamenti del 3% a partire dal 2016. Ne sono esclusi quello della Difesa, degli Interni, dell’Istruzione e della Salute. Il piano di risparmio però non influenzerà l’attività dei dicasteri, e sarà infatti bilanciato dall’aumento della pressione fiscale in alcuni settori economici: automotive, real estate, cultura, energia, alcool e welfare.

Alcune delle nuove tasse riguarderanno anche il tabacco. In particolare, aumenterà l’accisa sulle sigarette tradizionali e sulle foglie di tabacco a 58€/kg dal 1 gennaio 2016, 60€/kg dal 2017 e 62€/kg dal 2018.

Inoltre, è stata introdotta un’accisa sul liquido di ricarica per sigarette elettroniche. A tal riguardo, e in modo da definire un approccio comune per i prodotti che utilizzano liquidi con nicotina (sia usa-e-getta che ricariche) l’accisa proposta è di 0,01 € (1 cent) per ogni ml di liquido e 0,05 € (5 cent) per ogni mg/ml di nicotina. Quindi:

  • Un flacone contenente 10 ml di liquido con 20 mg/ml di nicotina costerebbe 1,10 €
  • Un flacone contenente 10 ml di liquido con 15 mg/ml di nicotina costerebbe 0,85 € (85 cent)
  • Un flacone contenente 10 ml di liquido con 10 mg/ml di nicotina costerebbe 0,60 € (60 cent)
  • Un flacone contenente 10 ml di liquido senza nicotina costerebbe 0,10 € (10 cent).

Il modello di tassazione lettone potrebbe essere un valido precedente al fine di una revisione della normativa italiana, anche e soprattutto perché ispirato al principio della prevenzione dei danni alla salute.

La tassazione mista, infatti, premia il consumo di liquidi a minor contenuto nicotinico. La soluzione economicamente più vantaggiosa diventa, quindi, anche la meno dannosa. Questo concetto è stato ripreso anche da esponenti di aziende leader del settore, come Fontem Ventures, il cui responsabile relazioni istituzionali e comunicazione Valerio Forconi ha espresso “una proposta molto chiara e molto semplice: una tassazione flat in base alla quantità di nicotina. E soprattutto una tassazione inferiore a qualsiasi prodotto del tabacco, tradizionale o di nuova generazione. Senza equivalenze, sconti, inutili farraginosità”.

La Corte Costituzionale ha dichiarato parzialmente incostituzionale la tassa sui liquidi non contenenti nicotina, introdotta dal dlgs Tabacchi 188/2014. La sentenza è stata poi ripresa dal TAR del Lazio nella decisione del luglio scorso. La soluzione adottata in Lettonia sarebbe quindi anche in linea con quanto espresso dalle sedi giudiziarie italiane.

2 thoughts on “Lettonia, dal 2016 tassa sulla nicotina. Esempio per l’Italia?

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